Traversata Rognosa d’Etiache (Valle Susa)

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La Rognosa d’Etiache (3.382 m s.l.m.) è la seconda vetta per altezza del gruppo delle Alpi Cozie Settentrionali.

La cima si trova a poca distanza dal confine tra l’Italia e la Francia, ma interamente in territorio italiano.

La montagna si trova lungo la linea di montagne che dalla Pierre Menue (ad occidente) attraverso il Gros Peyron e la Rognosa d’Etiache conduce alla Punta Sommeiller. Dal versante italiano chiude il Vallone di Rochemolles (vallone che scende a Bardonecchia) mentre dal versante francese domina il Vallon d’Etiache che scende verso Bramans.

La montagna si presenta come una cresta particolarmente incisa ed orientata da nord-est a sud-ovest e che forma due vette principali: la Punta Nord-est (3.376 m) e la Punta Sud-ovest (3.382 m). La cresta si prolunga ancora verso sud-ovest formando la Torre Maria Celeste (3.342 m).

L’accesso dal versante italiano può iniziare da Bardonecchia percorrendo la stretta valle di Rochemolles e raggiungendo, anche in auto, il Rifugio Scarfiotti. Da lì proseguire lungo la strada che porta al Colle del Sommeiller fino ad un tornante dove poco sotto vi è un ponte che permette di collegarsi al sentiero geologico.

Puntare quindi il lato destro dell’imponente cima, cercando di percorrere i tratti meno franosi.
In circa un’ora siamo all’attacco della cresta. La roccia non è molto buona, ma con molta “delicatezza” riusciamo a percorrere il primo tratto, mai difficile, e grazie anche ad una bellissima cengia raggiungiamo un camino che ci porta fin sulla cima della Torre Maria Celeste.
Grandi panorami e grandi vie sotto di noi: la Rabbi-Rossa, la via Re…solo per citarne alcune.


Proseguiamo tenendo il filo di cresta fino ad una sosta attrezzata che con una doppia di 30 metri ci permette di raggiungere il colletto sottostante. Si riparte: dobbiamo arrivare alla punta S-O, quella con la croce di vetta.

Un po’ di arrampicata e ci siamo: il sole è ancora alto ma noi vogliamo raggiungere anche la punta N-E; purtroppo raggiunto un intaglio che pensavamo di sfruttare per calarci, scopriamo che non è attrezzata nessuna sosta.

Decidiamo quindi di disarrampicare e per rocce mai buone cerchiamo di raggiungere la via normale che ci porterà al Colle d’Etiache.
Ci vuole tempo e pazienza ma alla fine raggiungiamo il colle e, dopo aver ammirato il sole che iniziava a tramontare e a colorare la “nostra” cresta di un giallo oro decidiamo di iniziare la discesa, ormai non più impegnativa anche se molto lunga. Alcuni stambecchi ci fanno compagnia; raggiungiamo dei grossi massi dove poco lontano passa il sentiero geologico.


Ci siamo, ancora una mezzoretta e siamo al punto dove alla mattina eravamo partiti.

Grande giornata con l’amico Fede che con il suo intuito ha scovato la via migliore!

MONTE NIBLE’ 3365 m (Valle Susa)

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Domenica 2 Luglio 2018

Il ghiacciaio del Niblè sulle carte francesi è chiamato Pointe de Ferrand, mentre la punta Ferrand è chiamata Pointe Niblè e anche le quote sono invertite.
Il suo nome (in patois neble) significa nebbia o nuvola: sarà un caso ma queste condizioni di scarsa visibilità capita che si verifichino!
Nelle belle giornate, invece, raggiunta la vetta la vista va dalla Vanoise al Rocciamelone, dall’Assietta allo Chaberton, dal lontano gruppo Des Ecrins ai vicini ghiacciai Galambra e i Fourneaux e il Sommeiller. Sulla sommità vi è una croce mentre , poco prima, attaccata ad un roccione vi è una piccola campanella…è sempre bello quando si arriva suonarla, quasi ad esprimere la propria felicità per il raggiungimento della cima.
Lasciata l’auto a Grange della Valle (Comune di Exilles – TO) oppure poco dopo la Colonia Viberti, si supera una sbarra e ci si incammina sulla strada sterrata che subito poco dopo diventa sentiero risalendo il vallone in direzione del colle che si apre davanti (Col d’Ambin). Bisogna quindi risalire il vallone tenendosi sulla sinistra orografica.

Attraversato il Pian delle Marmotte si prosegue lungo il pendio meridionale del Colle d’Ambin con ripidi tornanti fino verso i 2.700 m. A questo punto si lascia la traccia del sentiero che conduce al vero Colle d’Ambin e si piega invece a destra per raggiungere un canale detritico che conduce ad un altro intaglio – il Colle d’Ambin Est (m. 2921.) nei pressi del quale si trova il Bivacco W. Blais. Questa parte lungo il canalone, pur essendo un buon sentiero, se ancora innevato, come quest’anno, richiede prudenza in quanto molto ripido.

Dal Colle si segue la cresta O S O, detritica e con tracce di sentiero, finché si arriva ad un evidente salto verticale. Portandosi a sinistra, sul versante francese, si abborda il ghiacciaio Ferrand, che si sale fino a quando diventa comodo ritornare sulla cresta. Si continua per quest’ ultima, costituita da sfasciumi e roccette, fino alla vetta del Niblè.