Uja di Ciamarella, Val d’Ala

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Val d’Ala… una piacevole scoperta

Le previsioni meteo sono in netto miglioramento e per giovedi 29 luglio pare ci siano le condizioni migliori per una bella gita.
Decidiamo di andare in Val d’Ala e più precisamente a Pian della Mussa per poi salire all’Uja di Ciamarella una bella cima alta 3670 metri da dove dovremmo avere la possibilità di ammirare un panorama fantastico.

La salita è classata F, quindi nessuna difficoltà particolare, se non per il grande “salto” da farsi: da Pian della Mussa alla cima ci sono da percorre 1800 metri di dislivello.

Giunti a Pian della Mussa valutiamo di fare la salita in un solo giorno, senza utilizzare il rifugio Gastaldi che si trova a circa metà percorso a 2650 m.
Tra le nostre ipotesi c’era anche quella di bivaccare con la nostra tendina… dormiamo sulla nostra Land “trasformata” per l’occasione in un piccolo camper.

Notte bellissima, tantissime stelle e temperatura mite: alle 5.00 sveglia, preparazione dello zaino e alle 5.30, alla luce delle frontali, iniziamo a salire.
Il sentiero molto evidente sale ripido per i primi 200 metri, poi raggiunge i primi pascoli e, nelle vicinanze di un grosso masso, prendiamo a destra per pendii erbosi.
Poco dopo incontriamo la traccia che proviene dal rifugio Gastaldi: da qui il sentiero ben segnalato raggiunge un ponte. Il percorso prosegue prima su una pietraia, con molti ometti, e poi su traccia.
Raggiungiamo quel che resta del ghiacciaio: una bella conca ancora ricoperta di neve dura; ramponi di sicurezza e siamo all’ultimo tratto di salita.

Su traccia percorriamo un ghiaione, poi finalmente la cresta: ancora un piccolo sforzo e siamo in cima a 3670 metri.
Panorama spettacolare, cielo limpido: possiamo ammirare il gruppo del Rosa, il Cervino, il gruppo del Monte Bianco, le cime della Vanoise, il Gran Combin e lontanissimo il Monviso.

Insomma un vero spettacolo! Uno spuntino e poi giù verso il Pian della Mussa: ci aspettano altri 1800 metri di dislivello…questa volta in discesa.

Colle Fauri ( Valle Argentera)

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Domenica 20 Giugno decidiamo di salire al colle Fauri in Val Argentera, un angolo non molto frequentato di questo tratto alpino.

Lasciata l’auto a Bessèn Haut percorriamo la bella strada forestale che, senza particolari difficoltà, ci permette di raggiungere il Bivacco Rattazzo.

Risaliamo il sentiero sulla destra orografica del torrente e raggiungiamo i primi pascoli che in questo inizio d’estate sono resi ancor più belli dalla presenza di tantissimi fiori. Proseguiamo su evidente traccia, segnalata anche da numerosi ometti, che ci conduce fino al colletto sottostante la cima Fauri nord: le previsioni meteo ( è importante consultarle prima di qualsiasi escursione in montagna) davano in arrivo una precipitazione; le nuvole sono ancora lontane e quindi proseguiamo.

Perdiamo qualche metro di quota scendendo un piccolo risalto roccioso: siamo sulla pietraia che, senza traccia, percorriamo per riprendere poco dopo il filo di cresta per ammirare sotto di noi il Lago Fauri, ancora ghiacciato.

Ancora qualche passo e siamo al Colle Fauri a 2857 m: un gruppo di stambecchi ci osserva… sopra di noi possiamo vedere la cima Fauri sud. Le previsioni meteo sono ormai molto precise: le nuvole si stanno avvicinando; uno spuntino veloce e decidiamo di scendere, la cima sud sarà per una prossima gita.

Ripercorriamo il tragitto e non molto distanti dal Bivacco Rattazzo (chiuso – occorre prenotare e reperire le chiavi) inizia un’acquazzone che per un’ora non ci darà tregua…pazienza la montagna è anche questa…un po’ bagnata!

Punta Nera: Valle della Rho

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Il bel tempo è arrivato insieme a tanta voglia di fare qualche escursione…Valle della Rho

Decidiamo di ritornare in cima a Punta Nera, una montagna in Valle della Rho in Piemonte: la giornata è limpida e confidiamo, quindi, di poter godere di uno sguardo a 360 gradi dalla cima posta a 3040 metri.

Lasciamo la nostra auto poco dopo le Grange la Rho (1686 m) e guadiamo il torrente che, con la sua irruenza, ha divelto il ponte.
Percorriamo il sentiero sulla destra orografica fin sotto la Caserma Pian dei Morti: fu costruita nel 1937 ed aveva lo scopo di sbarrare il vallone che costituiva una possibile via di invasione della piazza militare di Bardonecchia; è in buone condizioni e rappresenta una delle tante costruzioni militari della valle.
Proseguiamo con lo sguardo sui pascoli ricchi di fioriture meravigliose: genziane e primule impreziosiscono il panorama; la “catena” dei Re Magi, imponente, si staglia alla nostra sinistra.
Per ripidi pendii erboso raggiungiamo il filo di cresta dell’evidente montagna posta alle spalle della caserma. Un buon sentiero ci conduce al tratto ripido con fondo sconnesso: seguendo quel che rimane dopo l’inverno della traccia nella pietraia, piuttosto ripida, raggiungiamo la dorsale che in breve tempo ci permette di raggiungere la cima, sormontata dalla sua croce di vetta.

Grandi panorami… e abbiamo anche la compagnia di quattro esemplari di grifone che ci sorvolano più volte.
Un panino e… giù, ripercorrendo il medesimo tragitto.