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Teté Noire

Written by Team divisionesvago.it. Posted in Bollettino

L’escursione che abbiamo fatto oggi ci ha portato in Francia nel territorio del comune di Nevache, nella regione Provenza Alpi Costa Azzurra.
Superato il centro abitato in direzione Laval, lasciamo l’auto nei pressi di “Pont du Rately”.

Le indicazioni per raggiungere il Refuge Buffére (GR57) e poi l’omonimo colle sono presenti poco dopo il ponte in legno; il sentiero parte a quota 1750 m e sale abbastanza ripido nella prima parte per poi abbattersi nelle vicinanze del rifugio.
In circa due ore siamo al Colle delle Buffére a 2472 m che offre una spettacolare vista sulla Grand Area, su Montagne des Agneaux e sulla Tete Noire, la nostra meta.

Raggiunto il colle occorre piegare decisamente a destra, risalendo pendii erbosi ripidi fino a portarsi su di una spalla che, percorsa in direzione della cima, ormai evidente, ci permette di scendere sul ghiaione sottostante la Tete Noire.
Si perdono almeno 70 metri per imboccare la traccia che, rimane abbastanza visibile malgrado non sia percorsa da molti escursionisti.
Recuperiamo un po’ di metri e siamo poco sotto al cima: un breve tratto di roccette e… il panorama è assicurato.

Lo sviluppo è di circa 14, 5 km in quanto dal rifugio al colle si cammina praticamente in piano ma, malgrado questo, alla fine della gita il dislivello positivo risulta essere di 1280 m

Monte Lungin: una bella e lung(in)a gita in Val Troncea

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

Val Troncea

Con il mese di giugno si torna a salire verso l’alto, la bella stagione è oramai iniziata, i prati sono in fiore e le giornate sono tanto lunghe da non trovare quasi fine: condizioni perfette per belle e lunghe gite. In un’assolata giornata della scorsa settimana la scelta è ricaduta sul Monte Lungin, sommità posta sul fondo della Val Troncea, proprio al di sopra delle sorgenti del torrente Chisone.

Permetteteci una breve ma doverosa digressione. Abbiamo indirettamente citato in questa introduzione il sole, i fiori e l’acqua, cosa manca? La neve! Nelle Alpi Occidentali, il paesaggio di media ed alta quota del mese di giugno si caratterizza generalmente per l’alternanza di verdi prati e di grandi aree ancora coperte dalla neve. Quest’anno la situazione è differente; anche nelle valli più ombreggiate le chiazze di neve sono totalmente assenti e la percezione visiva è quella tipicamente agostana. I corsi d’acqua solitamente carichi e rombanti, sono silenziosi e limitati nella loro portata. La situazione non può che destare preoccupazione.

L’itinerario percorre nella prima parte tutta la strada di fondovalle, dal parcheggio di Laval, dove è posto il confine del parco naturale, sin nei pressi dell’Alpe May. Da qui si continua su sentiero seguendo il corso della vallata principale, salvo poi abbandonarlo per raggiungere il Colle della Valletta. Con percorso piuttosto logico ma ripido si guadagna quindi l’antecima e poi brevemente la massima sommità della montagna. Negli ultimi metri si incontrano le uniche (contenute) difficoltà del percorso con il superamento di alcuni costoloni rocciosi.

Se cercate un luogo scarsamente frequentato, questo itinerario farà certamente al caso vostro, durante la salita gli unici esseri viventi incontrati sono stati le marmotte ed un solitario camoscio. Allo stesso tempo occorre tenere a mente che si tratta di un percorso piuttosto lungo (circa 20 chilometri) e che in alcuni tratti il sentiero non è molto evidente: paletti di legno e segnavia aiutano in ogni caso nell’individuazione della corretta direzione.

Un ottimo itinerario per chi non conoscesse la Val Troncea oppure per chi l’ha già frequentata e cerca un angolo meno battuto.

-> Tutte le informazioni relative all’accesso in Val Troncea <-

Gran Serous: la “sentinella” di Valle Stretta

Written by Team divisionesvago.it. Posted in Bollettino

Domenica 8 Maggio decidiamo di salire una montagna che abbiamo sempre guardato con “ammirazione” per la sua posizione dominante sulla Valle Stretta: il Gran Serous.

Di per sè la salita non presenta difficoltà alpinistiche particolari ma in questo mese di Maggio il Gran Serous si presenta ancora con la neve che rende quindi l’ambiente affascinate e certamente l’ascesa più “delicata”.
Tra l’altro l’odierna giornata è caratterizzata da una notevole incertezza metereologica con possibili piovaschi.

Lasciata l’auto a Grange di Valle Stretta raggiungiamo, seguendo il sentiero estivo, la Maison de Chamois e, attraversato il torrente, ci spostiamo per prati fino alla base detritica della bastionata rocciosa volendo percorrere la cresta sud-est fino alla punta Ettore Mattiolo.
Le nuvole non ci permettono di individuare immediatamente il canalino: saliamo il conoide detritico e con il solito intuito di Fede, siamo all’imbocco del canalino, completamente innevato.
Sono pochi metri ma la roccia è sdrucciolevole e la neve non portante: decidiamo di legarci, metterci il caschetto e iniziare la salita.
Sbucati dal canalino non si vede nulla: le nuvole sono aumentate ma noi vogliamo salire in cima: il terreno è molto scivoloso e occorre procedere con prudenza; raggiunta la parte rocciosa della cresta il percorso diventa divertente.

La neve nella parte alta è più presente e per nulla portante: si sprofonda facilmente, ma con un po’ di energia siamo in cima.
Inizia a nevischiare: l’ambiente sembra ancora “più montagna”. L’idea di raggiungere la cima chiamata Giraffa che, mentre salivamo avevamo pensato, vista la situazione climatica, la abbandoniamo e decidiamo di scendere.
Sempre con attenzione superiamo il tratto esposto e raggiunta la base del canalino ci prendiamo una pausa per mangiare un dolcetto e fantasticare sulle prossime uscite: le idee e le proposte non mancano.

Fede, da vero bardonecchiese e da grande amante delle montagne di casa, snocciola con Simo un sacco di proposte estive; ci siamo questo è il nostro modo di stare in montagna: semplice, vero…in amicizia.
Inizia a piovigginare è meglio che ripartiamo: ghiaione veloce e poi prati con un po’ di neve e inizi di fioriture meravigliose oltre alla compagnia di un branco numerosissimo di camosci che avevamo già incontrato alla mattina.
Percorriamo a ritroso il cammino fino a raggiungere nuovamente la Grange della Valle.