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Punta Valfredda … Settembre magico…

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

La Punta Valfredda si trova nelle Alpi Cozie e più precisamente in alta Valle di Susa.
La montagna costituisce la maggiore elevazione del crinale spartiacque tra i valloni di Almiane (a nord-ovest) e quello di Valfredda (a sud-est); il suo punto culminante è costituito da una cupola detritica circondata da torrioni di roccia piuttosto friabile.

La nostra escursione ha inizio in prossimità della diga di Rochemmolles, piccola borgata facente parte del comune di Bardonecchia.
Lasciata l’auto in un piccolo prato situato poco dopo il ponte sul torrente Almiane, risaliamo l’evidente sentiero che ci porta a delle grange diroccate.

Risaliamo per prati poco sopra dove incontriamo un sentiero che, anche se a tratti potrebbe essere confuso con le numerose altre tracce presenti, ci conduce al letto del torrente; attraversato si apre una bella vallata dove,con una buona traccia segnalata da ometti, raggiungiamo la parte terminale del vallone d’Almiane.

Decidiamo di risalire per pietre e sfasciumi puntando alla Testa del Coin, poi obliquiamo a sinistra fino a superare una cima quotata ma senza nome; da li una bella cresta ci porta prima al colletto e poi alla prima cima di Punta Valfredda.

Aggiriamo un risalto roccioso e in un attimo siamo sulla Punta Valfredda a 3051 m. Panorama veramente bello: da un lato la Valle Fredda , dall’altro il Vallone d’Almiane, in lontananza la bellissima Rognosa d’Etache, il Sommeiller, il Vallonetto…insomma un gran posto!

 

 

 

La discesa decidiamo di effettuarla non ripercorrendo la cresta ma sulla pietraia del canale che porta alla Punta d’Almiane.
Bella escursione, mai difficile, con grandi panorami.

Traversata Rognosa d’Etiache (Valle Susa)

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

La Rognosa d’Etiache (3.382 m s.l.m.) è la seconda vetta per altezza del gruppo delle Alpi Cozie Settentrionali.

La cima si trova a poca distanza dal confine tra l’Italia e la Francia, ma interamente in territorio italiano.

La montagna si trova lungo la linea di montagne che dalla Pierre Menue (ad occidente) attraverso il Gros Peyron e la Rognosa d’Etiache conduce alla Punta Sommeiller. Dal versante italiano chiude il Vallone di Rochemolles (vallone che scende a Bardonecchia) mentre dal versante francese domina il Vallon d’Etiache che scende verso Bramans.

La montagna si presenta come una cresta particolarmente incisa ed orientata da nord-est a sud-ovest e che forma due vette principali: la Punta Nord-est (3.376 m) e la Punta Sud-ovest (3.382 m). La cresta si prolunga ancora verso sud-ovest formando la Torre Maria Celeste (3.342 m).

L’accesso dal versante italiano può iniziare da Bardonecchia percorrendo la stretta valle di Rochemolles e raggiungendo, anche in auto, il Rifugio Scarfiotti. Da lì proseguire lungo la strada che porta al Colle del Sommeiller fino ad un tornante dove poco sotto vi è un ponte che permette di collegarsi al sentiero geologico.

Puntare quindi il lato destro dell’imponente cima, cercando di percorrere i tratti meno franosi.
In circa un’ora siamo all’attacco della cresta. La roccia non è molto buona, ma con molta “delicatezza” riusciamo a percorrere il primo tratto, mai difficile, e grazie anche ad una bellissima cengia raggiungiamo un camino che ci porta fin sulla cima della Torre Maria Celeste.
Grandi panorami e grandi vie sotto di noi: la Rabbi-Rossa, la via Re…solo per citarne alcune.


Proseguiamo tenendo il filo di cresta fino ad una sosta attrezzata che con una doppia di 30 metri ci permette di raggiungere il colletto sottostante. Si riparte: dobbiamo arrivare alla punta S-O, quella con la croce di vetta.

Un po’ di arrampicata e ci siamo: il sole è ancora alto ma noi vogliamo raggiungere anche la punta N-E; purtroppo raggiunto un intaglio che pensavamo di sfruttare per calarci, scopriamo che non è attrezzata nessuna sosta.

Decidiamo quindi di disarrampicare e per rocce mai buone cerchiamo di raggiungere la via normale che ci porterà al Colle d’Etiache.
Ci vuole tempo e pazienza ma alla fine raggiungiamo il colle e, dopo aver ammirato il sole che iniziava a tramontare e a colorare la “nostra” cresta di un giallo oro decidiamo di iniziare la discesa, ormai non più impegnativa anche se molto lunga. Alcuni stambecchi ci fanno compagnia; raggiungiamo dei grossi massi dove poco lontano passa il sentiero geologico.


Ci siamo, ancora una mezzoretta e siamo al punto dove alla mattina eravamo partiti.

Grande giornata con l’amico Fede che con il suo intuito ha scovato la via migliore!