Serve avere prudenza

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“Anno nuovo… vita nuova…”: siamo arrivati a Febbraio ma l’emergenza sanitaria non sembra essere superata malgrado ci siano segnali incoraggianti; l’inizio delle vaccinazioni potrebbe portare verso un miglioramento ma gli esperti continuano a predicare prudenza.

I nostri nonni vedevano la prudenza come una virtù e la raccomandavano ai giovani non per limitarli, ma per consigliare loro di riflettere prima di compiere qualsiasi azione o scelta.

E’ la prudenza che ci porta a capire cosa fare, a evitare i pericoli, ad aggirare gli ostacoli, a valutare le conseguenze delle nostre azioni e a prendere decisioni idonee.

Col passare degli anni questo termine sembra non avere più avuto il giusto valore basti pensare ad una serie di comportamenti raccomandati e spesso disattesi che in questo periodo di pandemia hanno creato non poche polemiche: come le raccomandazioni che gli esperti hanno più volte indicato sull’uso delle mascherine, sulle distanze, sugli assembramenti.

Questi comportamenti richiesti non sono stati accolti da tutti in modo favorevole e talvolta sono stati letti come una limitazione delle libertà personali.

Certamente tutti noi vorremmo poter incontrare amici e famigliari liberamente ma la prudenza ci induce a valutare attentamente se questo non possa risultare rischioso per noi e per gli altri.

Sono proprio le persone a cui noi vogliamo bene che ci obbligano ad essere prudenti: solo con l’attenzione e con atteggiamenti e comportamenti attenti possiamo sperare di porre fine o mitigare questa terribile situazione.

6 novembre 2020: ci risiamo…

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Lombardia, 6 novembre 2020

Ci risiamo…la Lombardia è chiusa!

Il COVID 19 ci ha nuovamente obbligati a restare in casa, ad isolarci dagli altri per evitare il contagio.

Stare lontani gli uni dagli altri sembra uno dei comportamenti per proteggere l’umanità. Come è strano tutto questo; la comunità, lo stare insieme, che sembrava essere lo strumento per non lasciare indietro nessuno si è rivelata motivo di pericolo: sino a qualche tempo fa tutti si sarebbero schierati contro chiunque avesse privilegiato questo atteggiamento di chiusura.

Addirittura gli scienziati ci hanno comunicato che la nostra stessa famiglia potrebbe essere motivo di contagio…i nostri famigliari non conviventi sono diventati un pericolo.

Nel 2020, in Europa nessuno si sarebbe immaginato che potesse scoppiare un’epidemia: tutto sommato il livello igienico delle nostre abitazioni è accettabile, la situazione sanitaria pure, insomma era più probabile una emergenza sanitaria 100 anni fa.

Invece siamo nuovamente in una situazione molto critica: le scuole sono chiuse, i trasporti pubblici arrancano…cosa è successo??

Le risposte lasciamole agli storici che fra qualche anno valuteranno gli eventi, a noi spetta vivere il presente certamente con molte limitazioni, ma non dobbiamo arrenderci e incolpare chissà chi di ciò che sta accadendo: è talmente una situazione complessa che nessuno è in grado di comprenderla fino in fondo.

A noi il compito di cercare di essere responsabili nei propri comportamenti: abbiamo imparato tre piccole cose da fare; mettere la mascherina, lavarsi le mani frequentemente e stare distanti, evitando gli assembramenti. Se tutti noi riuscissimo a fare questo daremo un aiuto a noi stessi e agli altri.

Ognuno di noi è responsabile non solo di se stesso ma anche della COMUNITA’: ecco che, contrariamente a quanto pare si stia verificando, è l’unione dei comportamenti di tutti che darebbe un aiuto. Certo è una COMUNITA’ nuova perché “distante”, una COMUNITA’ un po’ virtuale, se consideriamo la comunità come momento di incontro in presenza.

Il nuovo modello di comunità diventa quindi la “comunità dei volenterosi”, ovvero di quelli che esprimono la propria appartenenza attraverso comportamenti che non “danneggino” gli altri, una solidarietà espressa in una comunità molto ampia…potremmo dire mondiale.

Proviamo a scoprire o riscoprire questo senso di solidarietà che potrebbe aiutarci ad uscire nuovamente da questa chiusura e, finalmente, rincontrarci magari con un sorriso.

14 settembre 2020 …si riparte!

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Ci siamo! Sembra che domani, con la ripresa della scuola, si cerchi di tornare alla normalità… è solo un’illusione?

Questa epidemia che ci ha costretto ad una estate con molte restrizioni continua ad esserci. Anche oggi i dati relativi ai contagi non ci lasciano tranquilli.

Chi ha avuto comportamenti corretti anche nel periodo delle vacanze certamente sarà rimasto stranito da ciò che i media hanno raccontato di alcune situazioni creatasi in alcuni locali notturni, che hanno evidenziato come le semplici regole che ci sono state indicate possano fare la differenza.

Anche nelle scuole occorrerà stare alle regole, per ora unica possibile barriera contro la diffusione del virus.

Come sempre dobbiamo dare fiducia ai giovani, confortandoli e responsabilizzandoli.

Non dobbiamo vedere la riapertura della scuola come un momento dettato dalle normative ma dobbiamo cogliere questo momento come un modo per ribadire l’importanza educativa e formativa per i giovani.

La scuola, se ben gestita, è il luogo dell’incontro, del confronto, del giudizio, dell’impegno…è il luogo dove si può “diventare grandi”.

E allora??  FORZA, RIPARTIAMO RESPONSABILMENTE, MA PROVIAMOCI!