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Cima Dormillouse: alla scoperta del nuovo Bivacco Matteo Corradini

Written by Team divisionesvago.it. Posted in Bollettino

La Valle del Thures costituisce una meta classica per le nostre uscite in montagna. Poco frequentata in estate, anche per la presenza di un paio di alpeggi pericolosi per la presenza di diversi cani, classica meta per lo scialpinismo in primavera, soprattutto sul versante di confine con la Francia. Una di queste montagne è la Cima Dormillouse, 2908 metri, raggiungibile dalla Valle del Thures con una bella escursione.

Incuriositi dalla presenza di un nuovo bivacco sotto la vetta e spinti anche dal fatto di non esserci mai stati, abbiamo salito questa cima in una bella domenica di agosto. Lasciamo la macchina poco dopo l’ex forte Chabaud, riuscendo in questo modo ad evitare di dover passare a piedi da questo punto, reso impraticabile da alcuni cani molto aggressivi. Non proseguiamo a piedi lungo la strada che conduce al Colle di Chabaud, ma svoltiamo subito a sinistra, imboccando una strada forestale chiusa al traffico che sale in un bel bosco lungo le pendici del Monte Giassez. Dopo aver superato alcuni tornanti, abbandoniamo il tratto nel bosco, superiamo due vecchie caserme militari e raggiungiamo la bella croce di vetta del Monte Giassez. I colori di fine estate fanno da contorno, così come la bella giornata di sole, che illumina già la restante parte dell’itinerario, che prevede il passaggio dalla Cima Dorlier.

 

Perdiamo temporaneamente un po’ di quota, ma, tenendoci alti lungo l’ampio costone erboso, ci dirigiamo verso la cresta rocciosa della Cima Dorlier. Il passaggio potrebbe sembrare difficile, in realtà si incontra un’ampia cengia, opportunamente sistemata in epoca militare, che permette di attraversare pochi metri sotto la già citata cresta, fino a sbucare proprio sotto la vetta della montagna. 

Superata anche questa asperità, il percorso segue vaghe tracce di sentiero, risultando sempre facilmente individuabile e raggiunge dopo alcuni sali e scendi, una breve pietraia, sopra la quale è collocato il nuovo bivacco Matteo Corradini. La famiglia del ragazzo deceduto un paio di anni fa, ha voluto compiere questo gesto per ricordarlo, mettendo a disposizione di tutti un punto di appoggio. Pochi metri separano il bivacco dalla cima della Dormillouse, ben segnata da una croce metallica.

  

Dopo aver guardato attentamente il notevole panorama circostante ed esserci gustati un buon panino iniziamo la discesa. Invece di passare nuovamente per la Cima Dorlier e per il Monte Giassez, ci teniamo più bassi nella vallata seguendo alcune tracce di sentiero che diventano sempre più evidenti fino ad incontrare la strada di fondovalle. Questo percorso può essere utilizzato anche come itinerario di salita alternativo a quello da noi intrapreso; risulta meno panoramico, ma non presenta perdite di quota. 

Bishorn: la météo gioca brutti scherzi.

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

Dopo aver fatto visita alla vallata di Saas-Fee, con le salite all’Allalinhorn ed allo Strahlhorn, abbiamo proseguito il nostro breve tour sulle Alpi svizzere la settimana successiva. Percorriamo nuovamente il Passo del Sempione, luogo molto bello e meritevole di una visita, superiamo Brig e Visp, fino ad inoltrarci nella bella vallata di Zinal, dove lasciamo l’auto. La nostra meta è il Quattromila più semplice di questo angolo magico del Vallese: il Bishorn, 4153 metri. 

Il punto di appoggio per la via normale è la Cabane de Tracuit, ricostruita nel 2014 e collocata sopra una balza rocciosa all’inizio del Turtmanngletscher. La prima giornata ci vede impegnati proprio lungo il sentiero che supera i 1600 metri di dislivello presenti tra l’abitato di Zinal ed il rifugio. La bella giornata ci permette di godere del fantastico panorama che circonda questo percorso, completamente immerso nella famosa “Corona Imperiale”. Raggiunta la Cabane, abbiamo la possibilità di trascorre il pomeriggio sulla fantastica terrazza del rifugio, con vista su Bishorn, Weisshorn, Zinalrothorn, Oberbabelhorn e Dent Blanche.  

 

Il mattino seguente la sveglia è accompagnata dalla sorpresa di vedere molte nuvole intorno al rifugio. Le previsioni consultate il giorno prima ci confortano e dunque, dopo aver fatto colazione, partiamo alla volta della cima. Percorriamo una prima parte su una comoda pietraia e dopo circa un quarto d’ora calziamo i ramponi e mettiamo piede sul ghiacciaio, ancora in discrete condizioni. Purtroppo le nuvole non si allontanano e quella che inizialmente sembra una lieve pioggerella diventa un forte scroscio. La visibilità rimane buona e, vista la buona traccia, proseguiamo a salire. La pendenza aumenta a differenza della pioggia che cessa completamente fino a lasciare spazio ad un forte vento. Incontriamo nel mentre alcune cordate che, partite poco dopo le 2, erano dirette al Weisshorn, tutte rinunciatarie. Le nuvole cancellano il panorama ed infatti raggiungiamo prima il colletto tra le due cime e poi la vetta principale senza poter godere del fantastico scorcio della cresta del Weisshorn. 

Come sulla vetta dello Strahlhorn, anche qui il vento ci costringe ad una breve permanenza sulla massima sommità, prima di intraprendere la comoda discesa verso il rifugio, che raggiungiamo nuovamente accompagnati dalla pioggia. Il raggiungimento di Zinal richiede ancora un po’ di tempo e fatica, ma lo sforzo è ripagato da un ottimo pranzo prima del ritorno.