Archivio Autore

Nuova sezione: Sci di fondo

Written by Team divisionesvago.it. Posted in Bollettino

Da sempre lo sci di fondo è una delle attività principali alle quali dedichiamo il tempo libero nella stagione invernale. La regione alpina ha sempre avuta una tradizione legata a questo sport ed oggi sono molti i comprensori presenti su tutte le Alpi.

La nuova sezione: clicca qui.

Abbiamo pensato di raccogliere in una pagina della nostra sezione itinerari tutte le località nelle quali abbiamo avuto la possibilità di sciare in Italia e Francia. Per ogni comprensorio abbiamo raccolto tutte le informazioni principali, proponendo una descrizione delle piste e suggerendo il tracciato che a noi è piaciuto di più. Alla fine di ogni pagina sarà possibile trovare il link ai siti web che riportano gli aggiornamenti relativi all’apertura delle piste.

Al fondo delle pagine una scheda “identikit” delle località, contenente anche un’ambiziosa scala di valutazione (da 1 a 5), che cerca di riassumere con un unico parametro la qualità e la bellezza del comprensorio.

La nuova sezione: clicca qui.

Bessans

LES FONTS: una Domenica immersi nella natura…

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

Les Fonts

Lo sci di fondo è sicuramente un’attività che facilita l’incontro con la natura: spesso i tracciati percorrono strade boschive non molto affollate a differenza delle piste da discesa utilizzate per lo sci alpino.
Tantissime sono ormai le proposte per poter praticare lo sci di fondo anche se alcune rimangono nel cuore per il contesto in cui si sviluppano i tracciati: il “pianoro” di Les Fonts è una di queste località.
Le piste di Les Fonts si trovano a circa tre chilometri dall’abitato di Cervièries, un comune francese di 173 abitanti situato nel dipartimento delle Hautes Alpes nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.
Sorge a 1620 m d’altitudine, ai piedi di alte montagne che segnano il confine tra il Briansonese ed il Queyras e si trova lungo la strada che da Briançon conduce al Colle dell’Izoard, dove vi sono, in località Le Laus altre piste.

Sci di fondo Les Fonts

In effetti una prima particolarità dei tracciati di Les Fonts è che occorre sciare per circa tre chilometri una bella e non ripida strada, esposta al sole, che porta al pianoro dove poi si snodano le piste. Quest’ultime, mai difficili, culminano a 2040 metri al Refuge des Fonts, in inverno chiuso ma con la possibilità di usufruire del locale attrezzato invernale sempre aperto.
Il paesaggio è meraviglioso: cascate di ghiaccio, alpeggi estivi, chiesine…il fiume che solca il centro della valle…insomma tutto molto bello.
La nostra giornata trascorre con la combinazione “cielo azzurro e sole caldo” che rende ancor più gradevole la sciata.
Raggiungiamo il rifugio percorrendo il tracciato che corre sul lato destro della valle caratterizzato da molti sali scendi e, per fortuna, con una buona battitura: giunti a Les Fonts incontriamo altri appassionati che come noi fanno pausa e sorseggiano la freschissima acqua della fontana posta nelle vicinanze del rifugio.

Refuge des fonts inverno

Ripartiamo e decidiamo di compiere un giro ad anello percorrendo la strada estiva che a mezza costa si sviluppa dal lato opposto al nostro percorso d’andata: la prima parte è praticamente tutta in discesa e questo ci permette di gustarci ancor di più il paesaggio non dovendo spingere per progredire.
Raggiungiamo quindi il pianoro e dopo circa 24 chilometri complessivi la nostra auto.

Che fa… allunga? Maratona di New York 2019

Written by Team divisionesvago.it. Posted in Bollettino

Domenica 3 novembre 2019 si è corsa la 49esima edizione della maratona più famosa al mondo, la maratona di New York, una delle sei Abbott World Marathon Majors. Un evento che vede al via più di 50.000 persone, provenienti da tutto il mondo, riunite in quella che non è solo una corsa podistica, ma è una festa, un evento per la città di New York, una sfida per tutti i partecipanti. 

Il percorso della maratona

Il percorso

La maratona di New York prende avvio nei pressi del ponte di Verrazzano, collocato a sud della città. L’organizzazione mette pertanto a disposizione di tutti i partecipanti alcuni battelli che collegano la zona di Manhattan a Staten Island, luogo di partenza della gara.

Un grande village accoglie tutti i maratoneti dal mattino presto fino all’inizio della competizione, che ha luogo in quattro diverse ondate (wave), a distanza di mezz’ora una dall’altra.

Il clima può risultare più o meno favorevole. Trovandosi a ridosso dell’oceano e nella stagione autunnale può capitare che la giornata sia piuttosto rigida, soprattutto se ventosa; può essere utile portarsi da casa una tuta da tenere addosso fino a pochi minuti prima della partenza e da lasciare in appositi contenitori. Tutte le tute raccolte vengono poi donate dall’organizzazione ad associazioni di volontariato della città.

Il ponte di Verrazzano fa da cornice ai primi chilometri di gara: un breve tratto di salita, lascia subito spazio ad una lunga discesa che si corre circondati da migliaia di runner in un lungo serpentone di diverse centinaia di metri.

Il percorso segue la 4th Avenue, entra prima nel quartiere di Bay Ridge, poi in quello di Sunset Park. Entrambi sono costituiti da case a schiera, alte non più di quattro piani e da numerosi negozi collocati agli incroci delle strade.

Fin dai primi metri dopo il ponte di Verrazzano e con la sola esclusione dei ponti presenti lungo il percorso, ai lati della strada una ininterrotta fila di spettatori non smette mai di sostenere la fatica dei podisti; si vedono band musicali, gruppi di ballo, striscioni e cartelli di ogni genere.

La medaglia dell’edizione 2019

Alcuni saliscendi portano alla conclusione dei primi 10 chilometri, i più semplici di tutta la maratona. Si prosegue a cavallo dei quartieri di Gowanus e Park Slope, fino a lasciare 4th Avenue.

Si svolta a destra ed inizia la prima asperità del percorso, una lunga salita che conduce sino al punto più alto di Brooklyn, Clinton Hill. In questo tratto il pubblico è molto vicino ai corridori ed il tifo assordante.

Si concludono le prime 10 miglia di gara con una lunga discesa che porta la corsa verso Williamsburg, un quartiere caratterizzato dalla presenza di numerosi murales. Senza ulteriori difficoltà altimetriche si raggiunge la mezza maratona, lasciandosi alle spalle Brooklyn, borough (borgo) nel quale si svolge tutta la prima metà di gara. Attraverso Pulaski Bridge si entra per un breve tratto nel Queens, lungo Long Island City, quindi si prosegue verso Manhattan che si raggiunge grazie Queensboro Bridge. Questo è uno dei tratti più duri della maratona: il ponte infatti è in costante salita ed alla sua conclusione una ripida discesa accumula fatica nella gambe.

Superato il ponte, la salita non si conclude, ma prosegue ancora per un paio di chilometri lungo la 1st Avenue attraverso l’elegante Upper East Side. Il 30esimo chilometro segna l’ingresso in East Harlem, uno degli ultimi tratti pianeggianti del percorso, gli ultimi dieci chilometri infatti sono piuttosto impegnativi. Si tocca prima il punto più a nord con il breve, ma tortuoso passaggio nel Bronx, quindi si torna verso sud lungo la 5th Avenue, superando Harlem. Central Park è il protagonista della parte finale della gara, ma prima di entrarvi occorre superare l’ultima asperità del percorso. Diverse file di pubblico rendono unici gli ultimi minuti della maratona e spingono i partecipanti verso la conclusione, la medaglia ed il meritato riposo.

Come è nata l’idea

L’idea di parteciparvi è nata da un amico, che ad inizio agosto 2019, propone di iscriverci alla maratona di New York 2019. Nessuno dei due ha mai corso questa distanza, ma spinti da un po’ di incoscienza giovanile, ci mettiamo in gioco. La preparazione consiste in uscite di fondo lento, alternate a qualche lavoro di ripetute e ci accompagnano nei mesi di agosto, settembre ed ottobre.

Arriviamo all’evento certamente pronti, ma non del tutto consapevoli di quello che ci aspetta: 42 chilometri sono molti e dovremo vedere come reagiranno le gambe al difficile percorso di New York. La giornata fortunatamente è molto bella, il sole è abbastanza caldo e prendiamo il via con la seconda wave alle 10:15. La prima metà di gara come da previsioni non presenta alcun inconveniente e passiamo alla mezza maratona in 1h55′. La fatica inizia a farsi sentire da Queensboro Bridge e renderà gli ultimi dieci chilometri piuttosto impegnativi, portandoci a concludere in poco meno di 4h30′.

La maratona è di per sé un’esperienza molto bella e particolare, correre la maratona di New York per molti rappresenta un sogno, per alcuni un obiettivo sportivo, per altri “una delle cose da fare nella vita”. L’esperienza vissuta è stata unica, la soddisfazione di concludere la prima maratona molta; i 42 chilometri (e 195 metri) hanno richiesto tanto sforzo, ma rimarranno un fantastico ricordo dei 20 anni.