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Il tempo sospeso…

Written by Team divisionesvago.it. Posted in Bollettino

Siamo arrivati al 25 Aprile, sono trascorsi quasi due mesi da quando l’emergenza sanitaria ci ha costretto a modificare le nostre abitudini e, soprattutto, ci ha resi consapevoli di quanto la libertà di muoversi, incontrare amici, frequentare la scuola ci manchino.
Era talmente normale poter fare tutte queste cose che non ci rendevamo conto di quanto fossero importanti.


Anche noi super appassionati di “montagna” ci siamo trovati un po’ orfani: ogni stagione è sempre stata da noi vissuta con entusiasmo e stupore; guardando le foto degli scorsi anni abbiamo ripercorso febbraio, marzo e aprile…la neve che se ne va e lascia il posto alle prime fioriture, il cielo sempre più blu e le prime cime, magari non molto alte, ma dove l’aria fine già la si può gustare.
Insomma, un po’ di tristezza viene…le notizie non sempre positive della situazione sanitaria italiana, ma anche mondiale, ci fanno riflettere: molte persone non ce l’hanno fatta, molte famiglie sono in difficoltà, molte attività arrancano; quando tutto questo finirà? Quando potremo provare a tornare ad uscire?


PENSIAMO POSITIVO!! Proviamo a progettare la ripartenza che noi vorremmo fosse caratterizzata e fondata sulle PERSONE: NON E’ IMPORTANTE COSA FAI MA CHI SEI.
Di questo ne eravamo già consapevoli ma questa esperienza che stiamo affrontando ha rafforzato questo convincimento. Confidiamo che tutti possano trovare un punto da cui ripartire, differente dal nostro, ma non può essere che da un TRAGEDIA come questa non si provi a trarne un insegnamento, facciamolo per lo meno per tutti quelli che non ce l’hanno fatta.

Non solo 4000: i 3900 delle Alpi

Written by Team divisionesvago.it. Posted in Bollettino

A cento metri dalla fama: i 3900 delle Alpi.

I numeri contano anche in montagna, soprattutto se il numero in questione è il 4000 e ci troviamo nelle Alpi. Una quota fatidica che divide le montagne, gli 82 “Quattromila” e tutte le altre. Sembra quasi che quei pochi metri di differenza possano trasformare una cima da bellissima ed ambita a sconosciuta e poco interessante.

Tolte alcune sommità mitiche, come l’Eiger, la Grivola o il Grand Pic de la Meije, tutte le altre sono ai più sconosciute, anche se in molti casi sarebbero bastati pochi metri per far compagnia alle 82.

Ecco quindi un piccolo approfondimento su tutte le cime delle Alpi comprese tra i 3900 ed i 3999 metri. Anche così il lavoro è imperfetto, dal momento che, scegliendo una quota “minima”, si escludono altre montagne altrettanto belle, ma anch’esse “troppo basse”; basti pensare al Monviso, al Großglockner o a tutte le Dolomiti.

Tra le 49 cime compaiono importanti sommità come il Fletschorn, i già ricordati Grand Pic de la Meije, Grivola ed Eiger, le cime dell’Ailefroide e del Pelvoux, il Piz Palü, il Piz Roseg e l’Ortles. Altre invece costituiscono importanti punti di passaggio in grandi ascensioni o sommità di importanti creste, come la Punta Young, la più bassa delle Grandes Jorasses; il Pizzo Bianco, massima elevazione della famosa Biancograt del Bernina; la Calotte de Rochefort, parte integrante dell’Arête de Rochefort o la Punta Margherita, la più importante elevazione delle Grandes Murailles.

Una prima tabella raccoglie queste cime in ordine di altezza, partendo dai 3997 metri della Pointe Durier, nel Gruppo del Monte Bianco, per arrivare ai 3901 dell’Aiguille d’Argentière, sempre nel Gruppo del Bianco e del Piz Palü, nelle Alpi Retiche.


I 3900 delle Alpi in ordine di altezza

I 3900 per Gruppo

Questo invece l’elenco delle cime divise per Gruppo. Come si può osservare la distribuzione delle cime è piuttosto omogenea e si può così riassumere:

  • Alpi del Delfinato: 8
  • Alpi Graie: 12
  • Alpi Pennine: 11
  • Alpi Bernesi: 9
  • Alpi Retiche: 9

In totale le cime sono 49 e rispettano in gran parte i criteri stabiliti dalla UIAA per la compilazione dell’elenco degli 82 Quattromila principali. Non sono stati presi dunque in considerazione gendarmi, anticime non significative o sommità con ridotta prominenza.

I 3900 delle Alpi per Gruppo

Una bella escursione invernale: Montagne Seu 1770 m.

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

Il Gran Bosco di Salbetrand è un luogo magico: in ogni stagione ci regala emozioni, colori e profumi sempre differenti. In inverno, con il sopraggiungere della neve, tutto è un po’ ovattato e il silenzio diventa ancora più evidente.

L’ escursione che vi proponiamo parte dal “Ponte Chenebiere” a Salbertrand (TO), dove il 3 settembre 1689 si svolse lo scontro decisivo per il rientro dei Valdesi nelle loro valli.**

Lasciata l’auto iniziamo a percorrere la strada che porta a Pinea uno degli accessi del Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertand. Raggiunto un ponte piegare a sinistra e, percorsi pochi metri, compaiono le indicazioni del sentiero per Montagne Seu. La neve, che ha ripreso a scendere, ha coperto il sentiero rendendolo ancor più bello; senza particolari difficoltà raggiungiamo in circa 1 ora e 30 minuti Montagne Seu a 1770 m dove si trova il rifugio Arlaud.

Nei tratti non coperti dalla fitta vegetazione la neve è ben presente: l’unica a non far fatica è una stupenda cerva che ci osserva non molto lontano da noi.

Decidiamo di non percorrere lo stesso sentiero per scendere a valle ma di imboccare la strada forestale del Seu in direzione Monfol: attraversiamo la borgata alpina, calziamo le nostre “ciaspole”per procedere più velocemente e iniziamo a camminare: non nevica più ma il paesaggio è veramente bello. Dopo circa 45 minuti, raggiunto il bivio dove un cartello del Gran Bosco indica sentiero 1 e 2, iniziamo la discesa: è tutto immacolato; le uniche tracce sono quelle di qualche capriolo o cervo. Altre piccole tracce di lepre e nient’altro: neve e poi neve…bellissimo!

Percorriamo il sentiero 1 seguendo i segnavia ; raggiunto la deviazione per Sensaret prendiamo a sinistra seguendo il segnavia n. 2 fino a raggiungere la strada che porta a Pinea e poco dopo la nostra auto.

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**Nella notte del 26 agosto 1689, meno di 1000 esuli valdesi e ugonotti, animati dal pastore Henri Arnaud, si incamminarono dalle sponde del lago di Ginevra verso la Savoia, con la speranza di tornare nelle proprie valli in Piemonte. Dopo un memorabile scontro a Salbertrand con le truppe francesi, rientrati nelle loro terre, i valdesi si impegnarono a Sibaud, una frazione di Bobbio Pellice, a mantenere fra loro unione e solidarietà (i valdesi approvarono le regole del loro comandante Arnaud impegnandosi in un giuramento di reciproca fedeltà fra soldati e ufficiali per continuare la lotta verso la libertà che sarebbe durata altri 9 mesi). Stretti dalle truppe francesi si trovarono impegnati in mesi di guerriglia e furono costretti ad asserragliarsi alla Balsiglia, una borgata sopra a Massello, in val Germanasca. L’attacco nel maggio 1690 delle truppe franco-sabaude stava per segnarne la fine ma li salvò l’improvviso cambiamento nelle alleanze politiche che portò il duca di Savoia a scendere in guerra contro i suoi ex alleati francesi.

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