Punta Nera: Valle della Rho

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Il bel tempo è arrivato insieme a tanta voglia di fare qualche escursione…Valle della Rho

Decidiamo di ritornare in cima a Punta Nera, una montagna in Valle della Rho in Piemonte: la giornata è limpida e confidiamo, quindi, di poter godere di uno sguardo a 360 gradi dalla cima posta a 3040 metri.

Lasciamo la nostra auto poco dopo le Grange la Rho (1686 m) e guadiamo il torrente che, con la sua irruenza, ha divelto il ponte.
Percorriamo il sentiero sulla destra orografica fin sotto la Caserma Pian dei Morti: fu costruita nel 1937 ed aveva lo scopo di sbarrare il vallone che costituiva una possibile via di invasione della piazza militare di Bardonecchia; è in buone condizioni e rappresenta una delle tante costruzioni militari della valle.
Proseguiamo con lo sguardo sui pascoli ricchi di fioriture meravigliose: genziane e primule impreziosiscono il panorama; la “catena” dei Re Magi, imponente, si staglia alla nostra sinistra.
Per ripidi pendii erboso raggiungiamo il filo di cresta dell’evidente montagna posta alle spalle della caserma. Un buon sentiero ci conduce al tratto ripido con fondo sconnesso: seguendo quel che rimane dopo l’inverno della traccia nella pietraia, piuttosto ripida, raggiungiamo la dorsale che in breve tempo ci permette di raggiungere la cima, sormontata dalla sua croce di vetta.

Grandi panorami… e abbiamo anche la compagnia di quattro esemplari di grifone che ci sorvolano più volte.
Un panino e… giù, ripercorrendo il medesimo tragitto.

In montagna bisogna avere sicurezza!

Written by Team divisionesvago.it. Posted in Bollettino

Tutti abbiamo sentito parlare nei mesi scorsi delle vicende avvenute sul K2 dove diversi alpinisti hanno trovato la morte; questo avvenimento fa riferimento a un alpinismo a livelli estremi ma, nonostante ciò, da qui ognuno di noi può e deve trarre un insegnamento.

Guardando a questa vicenda da un punto di vista umano prima ancora che alpinistico, risulta chiaro come questi uomini e donne hanno provato a superare un limite posto loro dalla natura stessa che in fin dei conti si è imposta.

Guardando al nostro piccolo, abbandonando la catena himalayana e guardando ad esperienze che ognuno di noi potrebbe vivere lungo le Alpi, dobbiamo mettere in pratica questi insegnamenti.

Ogni uscita in montagna potrebbe porci dei limiti: nella condizione fisica, nella situazione meteo o nella qualità della neve, e questi vanno letti e soprattutto non vanno ignorati! Quando ci si trova davanti a condizioni avverse, di natura o personali, spesso è meglio abbassare il rischio tornando a valle piuttosto che cercare ostinatamente un risultato elevando il rischio a livelli estremi.

Dato che le montagne sono eterne ci sarà sempre una seconda possibilità di poter raggiungere la loro vetta con una maggiore tranquillità. Affrettare i tempi mettendo a repentaglio la nostra sicurezza e quella degli altri creerebbe solamente un grande e inutile pericolo!

Per poter superare determinati ostacoli e arrivare a ottenere le gioie della montagna, come conquistare la vetta o potersi godere il panorama, serve avere prima di tutto la sicurezza senza la quale ognuno di noi andrebbe incontro a rischi insormontabili.

Ciaspole: Colle Chaboud 2217m

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Valle Chaboud
Valle Chaboud

Il mese di Aprile ci ha riservato un’altra sorpresa…ha nevicato ed è tornata la voglia di camminare in questi paesaggi incantati.
Non volendo prenderci rischi inutili su pendii particolarmente esposti decidiamo di raggiungere il Colle Chaboud (Piemonte).
Lasciamo la nostra auto nella parte alta della borgata di Bousson (1428 m Cesana Torinese), nelle vicinanze della “casa delle lapidi” e, calzati i nostri scarponi, iniziamo a percorrere la strada che costeggia il torrente Thuras.
Raggiungiamo in circa un’ora la borgata di Rhuilles: le indicazioni per il colle Chaboud si trovano vicino al ponte. Una evidente strada permette di iniziare a salire; la neve ancora abbondante dopo un breve tratto ci permette di calzare le ciaspole e, tagliando per il bosco, raggiungiamo le grange Chaboud (1900 m) dove spicca la chiesina.

La chiesina di Grange Chaboud a 1900 m

Tenendosi sulla sinistra orografica del torrente raggiungiamo il pianoro dove alla nostra sinistra troviamo il sentiero estivo che conduce al colle: malgrado la neve la traccia esistente è ottima e coincide con la salita alla cima Dormillouse, molto frequentata dagli appassionati di sci-alpinismo.
Inizia a nevicare ma il colle è ormai vicino: proseguiamo raggiungendo il corso di un piccolo torrente che fa capolino nel manto nevoso insieme alle prime marmotte.
Un ultimo sforzo e siamo giunti a 2217 m …siamo al colle: un traliccio di legno segna l’esatto punto di arrivo.
Di fronte a noi si apre la valle Cerveyrette in territorio francese…noi rimaniamo in Italia e ammiriamo lo splendido panorama che, grazie ad un po’ di sole che ha preso il posto della nevicata di qualche momento precedente, riusciamo a vedere.