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VALLE STRETTA: Roche du Chardonnet

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Lago Chardonnet

Settembre è iniziato e i colori della natura pian piano iniziano a cambiare segnalandoci che la stagione estiva è sul finire.
La Valle Stretta, dopo aver vissuto un affollamento nei mesi scorsi, torna alla normalità lasciando spazio alle persone che amano la tranquillità.

Decidiamo di fare una facile escursione per assaporare tutto questo: lasciata l’auto nei parcheggi di Grange della Valle, poco sopra Bardonecchia, percorriamo la strada che attraversa l’abitato e che porta al Piano della Fonderia.
Al bivio per il Lago Verde prendiamo il sentiero che sale a sinistra e che in una ventina di minuti ci permetterà di riprendere la strada poco sotto la Maison des Chamois. Proseguiamo su evidente traccia sino al Ponte delle Planche: anziché imboccare il sentiero che porta al Monte Tabor proseguiamo nel piano erboso puntando in direzione Gran Adritto.

La traccia si fa più evidente: passiamo proprio sotto al Grand Serous e al Gran Adritto: è sempre molto bello questo tratto, un po’ “sauvage” …solo mandrie di mucche e il rumore dell’acqua che scorre nel torrente; guadiamo il corso e seguendo i numerosi ometti raggiungiamo il bellissimo lago Chardonnett .

Siamo poco sotto il Col de Maundes 2828 m: in breve lo raggiungiamo e ci gustiamo la vista della Val Clarèe con i suoi numerosi laghetti. Poco distante vediamo la Roche de Chardonnet (2950 m) che decidiamo di raggiungere per vedere dall’alto la Valle Stretta: tutto molto bello…le nubi che ci avevano accompagnato si diradano: vediamo anche parte dell’arco alpino degli Ecrins e, di fronte a noi, il Monte Tabor con la sua cappellina.

Uno spuntino e poi, ripercorrendo il medesimo tragitto, torniamo a Grange della Valle.

Uja di Ciamarella, Val d’Ala

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Val d’Ala… una piacevole scoperta

Le previsioni meteo sono in netto miglioramento e per giovedi 29 luglio pare ci siano le condizioni migliori per una bella gita.
Decidiamo di andare in Val d’Ala e più precisamente a Pian della Mussa per poi salire all’Uja di Ciamarella una bella cima alta 3670 metri da dove dovremmo avere la possibilità di ammirare un panorama fantastico.

La salita è classata F, quindi nessuna difficoltà particolare, se non per il grande “salto” da farsi: da Pian della Mussa alla cima ci sono da percorre 1800 metri di dislivello.

Giunti a Pian della Mussa valutiamo di fare la salita in un solo giorno, senza utilizzare il rifugio Gastaldi che si trova a circa metà percorso a 2650 m.
Tra le nostre ipotesi c’era anche quella di bivaccare con la nostra tendina… dormiamo sulla nostra Land “trasformata” per l’occasione in un piccolo camper.

Notte bellissima, tantissime stelle e temperatura mite: alle 5.00 sveglia, preparazione dello zaino e alle 5.30, alla luce delle frontali, iniziamo a salire.
Il sentiero molto evidente sale ripido per i primi 200 metri, poi raggiunge i primi pascoli e, nelle vicinanze di un grosso masso, prendiamo a destra per pendii erbosi.
Poco dopo incontriamo la traccia che proviene dal rifugio Gastaldi: da qui il sentiero ben segnalato raggiunge un ponte. Il percorso prosegue prima su una pietraia, con molti ometti, e poi su traccia.
Raggiungiamo quel che resta del ghiacciaio: una bella conca ancora ricoperta di neve dura; ramponi di sicurezza e siamo all’ultimo tratto di salita.

Su traccia percorriamo un ghiaione, poi finalmente la cresta: ancora un piccolo sforzo e siamo in cima a 3670 metri.
Panorama spettacolare, cielo limpido: possiamo ammirare il gruppo del Rosa, il Cervino, il gruppo del Monte Bianco, le cime della Vanoise, il Gran Combin e lontanissimo il Monviso.

Insomma un vero spettacolo! Uno spuntino e poi giù verso il Pian della Mussa: ci aspettano altri 1800 metri di dislivello…questa volta in discesa.

Colle Fauri ( Valle Argentera)

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Domenica 20 Giugno decidiamo di salire al colle Fauri in Val Argentera, un angolo non molto frequentato di questo tratto alpino.

Lasciata l’auto a Bessèn Haut percorriamo la bella strada forestale che, senza particolari difficoltà, ci permette di raggiungere il Bivacco Rattazzo.

Risaliamo il sentiero sulla destra orografica del torrente e raggiungiamo i primi pascoli che in questo inizio d’estate sono resi ancor più belli dalla presenza di tantissimi fiori. Proseguiamo su evidente traccia, segnalata anche da numerosi ometti, che ci conduce fino al colletto sottostante la cima Fauri nord: le previsioni meteo ( è importante consultarle prima di qualsiasi escursione in montagna) davano in arrivo una precipitazione; le nuvole sono ancora lontane e quindi proseguiamo.

Perdiamo qualche metro di quota scendendo un piccolo risalto roccioso: siamo sulla pietraia che, senza traccia, percorriamo per riprendere poco dopo il filo di cresta per ammirare sotto di noi il Lago Fauri, ancora ghiacciato.

Ancora qualche passo e siamo al Colle Fauri a 2857 m: un gruppo di stambecchi ci osserva… sopra di noi possiamo vedere la cima Fauri sud. Le previsioni meteo sono ormai molto precise: le nuvole si stanno avvicinando; uno spuntino veloce e decidiamo di scendere, la cima sud sarà per una prossima gita.

Ripercorriamo il tragitto e non molto distanti dal Bivacco Rattazzo (chiuso – occorre prenotare e reperire le chiavi) inizia un’acquazzone che per un’ora non ci darà tregua…pazienza la montagna è anche questa…un po’ bagnata!