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Col des Batailléres (2787 m )

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

Sabato 15 Giugno all’ultimo momento abbiamo dovuto cambiare la nostra meta così decidiamo di salire al Col des Batailléres in Valle Stretta.

Lasciata l’auto nei parcheggi disponibili nelle vicinanze delle Grange di Valle Stretta, superiamo il piccolo abitato e i due rifugi “III Alpini” e “ Re Magi” fino al piano della Fonderia.
Trascuriamo la diramazione di sinistra che ci porterebbe al Maison du Chamois ed attraversiamo il torrente sul Ponte della Fonderia.

Proseguiamo salendo un pendio franoso a cui segue un tratto nel bosco, quindi superata una scarpata rocciosa raggiungiamo il pianoro sovrastante.

   

Il sentiero prosegue per bei pascoli fino ad un pianoro erboso, dove la neve ha lasciato il posto ad una fioritura meravigliosa. Superiamo piccoli corsi d’acqua e riprendiamo l’evidente sentiero che ci permette di giungere al Passo di Valle Stretta, dove la neve è ancora presente negli avvallamenti del terreno.
Qui vi sono le indicazioni per raggiungere il Refuge du Thabor e poco sopra i laghi Margherita (2513 m), con l’imponente Dente della Bissort a sovrastarli.

Calziamo le nostre ciaspole: la neve è ancora abbondante e non molto portante; il Lac Long è ancora tutto ghiacciato. Seguiamo quello che in estate è il tracciato per aggiungere il colle, orientandoci con gli evidenti ometti.

   

Raggiunto il colle, però, saliamo poco sopra e, con il cielo veramente blu, possiamo ammirare un ampio tratto dell’arco alpino.
Scendiamo nuovamente al colle e percorriamo un tratto della facile cresta… è ora di rientrate… ci vorranno circa tre ore e la neve presente è sempre è più molle.
Alla prossima escursione…

   

MONTE NIBLE’ 3365 m (Valle Susa)

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

Domenica 2 Luglio 2018

Il ghiacciaio del Niblè sulle carte francesi è chiamato Pointe de Ferrand, mentre la punta Ferrand è chiamata Pointe Niblè e anche le quote sono invertite.
Il suo nome (in patois neble) significa nebbia o nuvola: sarà un caso ma queste condizioni di scarsa visibilità capita che si verifichino!
Nelle belle giornate, invece, raggiunta la vetta la vista va dalla Vanoise al Rocciamelone, dall’Assietta allo Chaberton, dal lontano gruppo Des Ecrins ai vicini ghiacciai Galambra e i Fourneaux e il Sommeiller. Sulla sommità vi è una croce mentre , poco prima, attaccata ad un roccione vi è una piccola campanella…è sempre bello quando si arriva suonarla, quasi ad esprimere la propria felicità per il raggiungimento della cima.
Lasciata l’auto a Grange della Valle (Comune di Exilles – TO) oppure poco dopo la Colonia Viberti, si supera una sbarra e ci si incammina sulla strada sterrata che subito poco dopo diventa sentiero risalendo il vallone in direzione del colle che si apre davanti (Col d’Ambin). Bisogna quindi risalire il vallone tenendosi sulla sinistra orografica.

Attraversato il Pian delle Marmotte si prosegue lungo il pendio meridionale del Colle d’Ambin con ripidi tornanti fino verso i 2.700 m. A questo punto si lascia la traccia del sentiero che conduce al vero Colle d’Ambin e si piega invece a destra per raggiungere un canale detritico che conduce ad un altro intaglio – il Colle d’Ambin Est (m. 2921.) nei pressi del quale si trova il Bivacco W. Blais. Questa parte lungo il canalone, pur essendo un buon sentiero, se ancora innevato, come quest’anno, richiede prudenza in quanto molto ripido.

Dal Colle si segue la cresta O S O, detritica e con tracce di sentiero, finché si arriva ad un evidente salto verticale. Portandosi a sinistra, sul versante francese, si abborda il ghiacciaio Ferrand, che si sale fino a quando diventa comodo ritornare sulla cresta. Si continua per quest’ ultima, costituita da sfasciumi e roccette, fino alla vetta del Niblè.