Si cerca di raggiungere un obbiettivo, si lavora per riuscire a realizzare un progetto, si vince, si perde, il risultato non ha importanza, hai dimenticato qualcosa in questo turbinio di eventi: famiglia, cura di te stesso e il sano divertimento; vogliamo proporti spunti, idee e immagini che riaccendano la necessità di interrompere per un solo istante il sovraccarico di stress lavorativo o di altra natura, come?
... be' cominciamo poi si fa sempre in tempo a rimediare!!!

Gli itinerari di Divisionesvago

Cimone di Straolgio

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

Lunedi 3 Giugno, dopo una Domenica in Val di Susa che ci ha portato in cima al Blegier, decidiamo di andare in Valle Vigezzo…non la conosciamo molto bene, così decidiamo di addentrarci sopra Malesco, per prendere un po’ di confidenza con questo territorio.

Percorriamo quindi la A26 fino a Gravellona Toce, quindi la SS33 del Sempione fino all’uscita di Masera e infine la SS337 della Valle Vigezzo (La Valle dei Pittori) fino a Malesco. Seguendo la strada per Finero, attraversiamo il paese e, dopo la chiesa, al bivio proseguiamo a destra seguendo la strada della Val Loana al termine della quale arriviamo in località Fondighebi (Fondi Li Gabbi) 1.256 m, dove parcheggiamo.

Seguiamo la stradina sterrata in piano a lato del rifugio Laurasca, dopo un centinaio di metri l’abbandoniamo per scendere al ponte e attraversiamo il torrente Loana. Pochi passi e siamo in località “Le cascine” 1255 m, lasciamo a destra le baite e ci incamminiamo sul sentiero che si inoltra nella valle accanto al fiume. Giunti alla palina segnavia proseguiamo a destra sulla mulattiera che si inoltra nel bosco, arrivando poco dopo nella zona delle fornaci, dove veniva cotta la calce già in tempi antichissimi.

Saliamo sulle “scalate”( gradoni di grosse lastre di pietra facilita il superamento di bruschi dislivelli) e, dopo aver oltrepassato un torrentello, risaliamo delle rocce giallastre dove, una fune in acciaio, è un utile appiglio in caso di pioggia o ghiaccio. Oltrepassiamo ruscelletti e tratti di mulattiera “disegnati” sulla roccia e, usciti all’aperto, con una lunga diagonale arriviamo all’alpe Cortenuovo 1792 m.

Raggiungiamo la base del Cimone e decidiamo di raggiungere la cima seguendo la cresta , tralasciando il sentiero che porta all’alpe Straolgio.

Giunti sulla cima a 2151 m lo spettacolo ci ricompensa della fatica: alla destra in basso la Val Loana, di fronte il Pizzo Stagno e in fondo la Val Vigezzo, alla sinistra le creste della Val Grande che separano dalla Val d’Ossola e sullo sfondo sua Maestà il Monte Rosa, alle spalle la Val Grande che scende verso il Lago Maggiore e il Signore del parco il Pedum.

Scendiamo a valle, a Fondo li Gabbi, dopo aver ripercorso i 900 metri di dislivello che ci riportano al parcheggio … alla prossima

 

 

 

 

Si ricomincia a salire!

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

È arrivato Maggio, ci si aspettava il bel tempo ed invece ecco freddo ed anche un po’ di neve. Troppo poco per scoraggiarci e non sfruttare il weekend appena trascorso, che in Val di Susa ha offerto anche un paio di finestre di sole e cielo azzurro.

Sabato dunque alle 7:30 eccoci a Grange della Valle, pronti a salire verso il Vallone delle Monache. Superato un primo passaggio non in perfette condizioni, la salita procede bene, il cielo si sta aprendo e le racchette permettono di procedere veloci. Siamo ormai in vista della caserma del lago delle Monache e la raggiungiamo in breve.

              

Diamo un’occhiata oltre, due scialpinisti sono già alti e battono la neve fresca della notte. Decidiamo di addentrarci anche noi nel vallone, l’ambiente è molto bello e la neve non ci rallenta.

Il cielo azzurro prende il posto delle nuvole e superato l’ultimo tratto usciamo in un pianoro bianco, tra il lago Galambra ed il Bivacco Sigot. Il luogo è, se possibile, ancora più bello che nella sua veste estiva e spinge a rimanerci a lungo. La discesa è però ancora lunga e dopo una breve sosta presso il Bivacco Sigot, decidiamo di scendere. Procedendo verso valle, la neve “molla” un po’, ma questo non ci impedisce di goderci anche la parte conclusiva del nostro giro.

              

Anche la giornata di domenica sembrerebbe in partenza segnata da tempo incerto, almeno stando a quanto recitano le previsioni meteo. Come sempre ormai non ci lasciamo scoraggiare e così alle 8:00 di domenica abbiamo già parcheggiato a Sauze d’Oulx, pronti a salire verso il Monte Triplex. Nella parte bassa, le piste da sci chiuse ci permettono di guadagnare velocemente quota, superiamo Sportinia e poco dopo usciamo nei ripiani alti, dove il bosco lascia spazio a pianori di neve intonsi. La giornata fredda mantiene la neve compatta e le racchette agevolano la salita. Superati gli ultimi metri siamo in cima, il panorama è fantastico, anche se qualche nuvola contorna le cime più alte verso Nord.

Sopra di noi il cielo è azzurro, il vento però soffia forte e questo ci costringe a scendere poco dopo. L’uscita comunque trascorre piacevolmente anche in discesa e questo ci ha permesso di sfruttare a pieno il weekend in questo inizio di maggio.