Si cerca di raggiungere un obbiettivo, si lavora per riuscire a realizzare un progetto, si vince, si perde, il risultato non ha importanza, hai dimenticato qualcosa in questo turbinio di eventi: famiglia, cura di te stesso e il sano divertimento; vogliamo proporti spunti, idee e immagini che riaccendano la necessità di interrompere per un solo istante il sovraccarico di stress lavorativo o di altra natura, come?
... be' cominciamo poi si fa sempre in tempo a rimediare!!!

Gli itinerari di Divisionesvago

Plateau d’Emparis – Un balcone sulla Meije

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

Ci sono quei luoghi magici in cui passeresti delle ore fermo ad ammirare il paesaggio attorno: il Plateau d’Emparis è proprio uno di questi!

Siamo spesso in giro delle montagne, a volte conquistati dalla loro bellezza, a volte dalla loro storia, altre ancora da un mero spirito alpinistico. In questa occasione ci siamo spinti fino a qui proprio per il primo motivo appena elencato: la bellezza del luogo; un pianoro a sbalzo sulla Meije, proprio sopra l’abitato di La Grave.

Per raggiungere questa località occorre superare in macchina il Colle del Monginevro, quindi procedere verso il Colle del Lautaret, infine, poco prima di entrare nell’abitato di La Grave, lasciare la strada principale e procedere per qualche chilometro, sino a le Chazelet. Qui si può lasciare la macchina in un ampio parcheggio alla fine del paese. 

L’escursione che permette di raggiungere questo plateau non è impegnativa ed è adatta a tutti: il sentiero sempre ben segnato ed ampio parte alla base del paese. Nella prima parte attraverso una serie di svolte supera i primi trecento metri di dislivello, mentre in seguito continua a salire con pendenza ridotte permettendo così una salita agevole fino ai due laghi che dominano la scena: il Lac Lerie ed il Lac Noir (2h15). 

Per tutto il tempo si può ammirare sulla propria sinistra il massiccio della Meije, i Rateau ed il Glacier de la Girose. Anche una volta arrivati a destinazione lo spettacolo non cambia, si possono trovare camminando lungo il pianoro bellissimi scorci ed avvicinandosi ai tanti specchi d’acqua si rimane colpiti dagli incredibili riflessi. 

   

Écrins sauvage: Vallon de la Selle e Râteau Est

Written by Team divisionesvago.it. Posted in News

Ormai è diventata una tradizione: ogni estate almeno un paio di volte facciamo visita al magico mondo degli Écrins, con i suoi valloni selvaggi, le sue pareti, i suoi rifugi ed il suo ambiente unico all’estremo Ovest delle Alpi. 

Come al solito Fede propone e noi ci affidiamo a lui: non sbaglia mai! Anche quest’anno è stato così e dunque a fine luglio abbiamo fatto visita al Refuge de la Selle per proseguire il giorno dopo verso il Râteau Est: 3809 m.  

Il Vallon de la Selle non è tra i luoghi più frequentati degli Écrins. Un bel sentiero prende avvio dall’abitato di Saint Christophe en Oisans e conduce in circa tre ore al rifugio che prende il nome dalla valle. Il luogo è veramente bello, soprattutto quando al tramonto tutte le cime attorno si illuminano di rosso.  

 

Sebbene la cena non sia stata delle migliori, la notte trascorre tranquilla ed alle 3 ci svegliamo per fare colazione in vista della partenza. La prima parte del percorso dopo il rifugio è ancora su sentiero e sfasciumi fino all’inizio di un breve ghiacciaio che attraversiamo da sinistra verso destra in direzione della Brêche du Râteau. Fede conduce la cordata lungo un paio di tiri che ci permettono di guadagnare il piccolo colle appena citato. Da qui una bella cresta, mai difficile, poi un po’ di sfasciumi, quindi di nuovo roccia discreta permettono di guadagnare quota sino all’inizio di una parte nevosa. Il panorama è di prim’ordine, dal momento che ci troviamo al cospetto del massiccio della Meije che per tutta la giornata si fa ammirare in tutta la sua bellezza. L’ultimo tratto è costituito da un’affilata, ma piatta cresta che superando le ultime asperità conduce in vetta: Râteau Est raggiunto! Dalla cima il panorama, se possibile, è ancora più bello; il cielo terso infatti ci permettono di scorgere tantissime cime, dal Monte Bianco al Monviso: una vera meraviglia!

 

La discesa è lunga, resa faticosa più dal caldo che dal terreno. Senza particolari difficoltà scendiamo la parte nevosa, quindi disarrampichiamo lungo la cresta, infine attraversiamo di nuovo il ghiacciaio in senso inverso. Una bella birra ci accoglie al rifugio e ci prepara per l’ultima parte del percorso. Dal rifugio alla macchina una leggera brezza di vento e qualche nuvola ci accompagnano e così in meno di due ore la nostra avventura nel vallone della Selle è conclusa.