Punta Gnifetti – Capanna Margherita

Altezza: 4554 m
Difficoltà: 5/10 (F)
Dislivello: 907 m.
Tempo di salita: 4h
Periodo consigliato: da metà giugno a metà settembre
Punti di appoggio: Capanna Gnifetti, Capanna Margherita

La Punta Gnifetti costituisce una delle quattro principali sommità del Massiccio del Monte Rosa e con i suoi 4554 mt. si colloca al sesto posto della lista delle vette alpine principali sopra i 4000 metri. Interessa sia il territorio italiano che quello svizzero e deve il suo toponimo italiano a Don Giovanni Gnifetti. Nato ad Alagna Valsesia, il parroco ed appassionato alpinista, dopo tre falliti tentativi nel 1834, nel 1836 e nel 1839, riuscì infine il 9 agosto 1842, a raggiungere la punta che prese appunto il suo stesso nome. Le cronache raccontano anche che Gnifetti piantò sulla massima sommità da lui raggiunta una bandiera rossa; da questo fatto ebbe origine il nome svizzero della montagna, Signalkuppe (“Cima del segnale”), ancora oggi esistente. Una seconda tradizione fa invece risalire questo toponimo svizzero alla presenza sulla cima della montagna di un obelisco roccioso, poi demolito durante la costruzione della Capanna Regina Margherita.  La montagna ricopre un ruolo significativo anche nell’organizzazione orografica del Massiccio del Monte Rosa. Si possono infatti osservare tre differenti sviluppi della sommità: il primo, verso Nord, porta alla Punta Zumstein, terza cima del massiccio, la seconda degrada verso il territorio italiano verso Est (Cresta Signal), mentre in direzione Sud-Ovest, una lunga cresta scende verso il Colle del Lys, passando per la Punta Parrot. Si riscontrano anche, divisi da queste tre creste, tre principali versanti della montagna. Quello in territorio svizzero, principalmente nevoso, e due verso l’Italia (in particolare nel territorio piemontese), l’imponente parete Est (la più alta delle Alpi), che si sviluppa sino a Macugnaga e la parete Valsesiana, anch’essa tra le più estese delle intero arco alpino.  Come ricordato in precedenza sulla cima della montagna sorge Capanna Regina Margherita, il rifugio alpino più alto d’Europa. Ideato a partire dal 1889, la costruzione fu inaugurata il 14 luglio 1893 con una cerimonia alla quale presenziò anche la regina Margherita di Savoia. La struttura originale fu sostituita nel 1980 dall’attuale edificio, divenuto, come il primo, luogo di studi sulla medicina ad alta quota e sul clima.

Accesso: La via normale e maggiormente frequentata inizia il suo tragitto dalla Capanna Gnifetti oppure dal rifugio Città di Mantova, poco distanti tra di loro e posti lungo lo stesso itinerario.

Itinerario: Dalla Capanna Gnifetti scendere brevemente fino a mettere piede sul ghiacciaio sottostante, che si presenta all’inizio pianeggiante, ma molto crepacciato. Il percorso, quasi sempre ben tracciato, segue la via più logica attraverso il dedalo di crepacci che contraddistingue questo tratto della salita. Quindi con pendenze maggiormente impegnative conduce verso la parete rocciosa della Piramide Vincent, salvo poi lasciarla sulla destra, trovando nuovamente un breve falsopiano. L’alternarsi di diverse pendenze permette di superare i crepacci più importanti fino a giungere nei pressi del Balmerhorn. Lasciando anche questa caratteristica cima sulla destra, brevemente si raggiunge il Colle del Lys (4248 mt.), dal quale è possibile osservare sulla sinistra la fantastica cresta dei Lyskamm. Abbandonato il colle, l’itinerario perde qualche metro di quota, per traversare diagonalmente sotto la Punta Parrot. Giunti sotto il Colle Gnifetti, un nuovo cambio di pendenza, privo di difficoltà, conduce al sopra citato colle. Ormai con la vetta in vista, un breve strappo finale permette di raggiungere Capanna Margherita.

Discesa: Per lo stesso itinerario di salita.

Note: Per l’altezza e l’ambiente di alta montagna, questo itinerario, pur non presentando difficoltà estreme, richiede una buona preparazione ed una buona conoscenza delle tecniche di progressione su ghiacciaio. Nel complesso, l’assenza di particolari difficoltà permette, con la dovuta cautela, di ammirare i luoghi che circondano l’itinerario, offrendo certamente un’esperienza unica. È bene prestare attenzione alle previsioni meteo, in particolare al vento, spesso presente al Colle del Lys e fattore che si può rivelare assai fastidioso ed in alcuni frangenti pericoloso. Lo scenario in cui si inoltra questo percorso permette di entrare a pieno in uno dei massicci più belli e conosciuti delle Alpi, il Monte Rosa. Fantastiche cime circondano Capanna Margherita, luogo che offre anche una notevole vista sulla Pianura Padana e sul resto dell’arco alpino. Solo per ricordare alcune delle principali cime visibili dal punto culminante, si possono citare: la Punta Dufour (4634 mt.), i Lyskamm con la loro maestosa parete Nord, più lontano il Cervino, che conduce lo sguardo verso il Gruppo del Monte Bianco e quello del Gran Paradiso, sommità anch’esse visibili da questo luogo.