Gran Paradiso

Difficoltà: 5/10 (F/I)
Periodo consigliato: metà Giugno-Agosto
Punti di appoggio: Rifugio Chabod e Rifugio Vittorio Emanuele
Altezza: 4061 m

Il Gran Paradiso (4061 m) è una montagna delle Alpi Graie e la principale del massiccio omonimo. La vetta è totalmente in Valle d’Aosta ed è compresa tra i comuni di Valsavarenche e di Cogne. La sezione meridionale del suo massiccio si estende sino in Piemonte fino a raggiungere il Colle del Nivolet.
Il GranPa, come viene chiamato dagli alpinisti, è la montagna più alta tra tutte quelle situate completamente in territorio italiano; la vetta si trova al confine fra i comuni di Cogne e Valsavarenche, e quindi risulta anche l’unica cima tutta italiana che supera i 4.000 metri.
Dalla vetta scende verso sud la cresta sommitale che raggiunge dopo breve il Roc (4.026 m), cima inserita nella lista secondaria dei 4.000 delle Alpi.
Dai fianchi della montagna scendono diversi ghiacciai: dal versante occidentale verso la Valsavarenche scendono il Ghiacciaio del Gran Paradiso ed il Ghiacciaio del Laveciau; nel versante orientale verso la Val di Cogne scende il Ghiacciaio della Tribolazione.
Le scalate normalmente cominciano dal Rifugio Federico Chabod o dal Rifugio Vittorio Emanuele II. Il primo fu dedicato nel 1966 al grande storico e alpinista Federico Chabod; il secondo è chiamato come Vittorio Emanuele II Re d’Italia, che creò nel 1856 la riserva reale di caccia del Gran Paradiso, oggi Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Accesso stradale:

Arrivando dall’autostrada A5 Torino Morgex uscire ad Aosta Ovest seguire indicazioni per Saint- Pierre e girando a sinistra proseguire sulla Statale N° 26, oltrepassando il paese di Villeneuve su un rettilineo deviazione a destra per Valsavarenche SR n° 23

Arrivando dal Tunnel del Monte Bianco da Courmayeur Statale N° 26 in direzione Aosta, prima di Villeneuve deviazione a destra per Valsavarenche SR n° 23
Dopo aver transitato per il centro di Introd e proseguito per alcuni tornanti deviazione a sinistra per la Valsavarenche che si percorre sino al km 23,950 località Pravieux a 1834 m dove viene segnalato con un pannello di legno il parcheggio per la partenza del sentiero del rifugio Chabod.

Via normale dal Rifugio Vittorio Emanuele II:
Si svolge dapprima in direzione nord su morena formata da grossi blocchi di pietra; si piega poi a destra (direzione est) in un valloncello delimitato dalle ampie morene laterali del ghiacciaio; si inizia poi a salire sul Ghiacciaio del Gran Paradiso con pendenze abbastanza regolari ed incontrando pochi crepacci. Salendo si incontra la caratteristica Schiena d’Asino, si passa nei pressi del colle della Becca di Moncorvé fino ad arrivare alla crepacciata finale, superata la quale resta da percorrere la breve, anche se impegnativa, cresta finale fino alla Madonnina della vetta.

Via normale dal Rifugio Federico Chabod:
La salita dal Rifugio Federico Chabod si svolge prima lungo la morena e poi sul Ghiacciaio del Laveciau. Risalito il ghiacciaio alquanto crepacciato si raggiunge la Schiena d’Asino e qui la via di salita si congiunge con quella che arriva dal Rifugio Vittorio Emanuele II.

La nostra salita si è svolta in due giorni:

1° giorno:
lasciata l’auto in località Pravieux, poco distante da Pont, abbiamo percorso il bel sentiero che, dopo una prima parte immerso in un bella pineta, sale in modo sempre evidente fino al rifugio Chabod, che si raggiunge in circa due ore e trenta.

2° giorno:
Sveglia verso le 4.30 e partenza per la cima del GranPa: il sentiero parte vicinissimo al rifugio , poco distante dal rifugio invernale. Dopo una prima parte su facile sentiero, si raggiunge il ghiacciaio Laveciau. Calzati i ramponi inizia il tratto più bello, tra crepi e saracchi abbiamo raggiunto la “schiena d’asino” dove si interseca la traccia che sale dal rifugio Vittorio Emanuele. Abbiamo quindi proseguito piegando a sinistra verso il colle del Montcorvè. Proseguendo a sinistra sul ripido pendio, dopo aver superato la crepacciata terminale, siamo giunti superate facili roccette alla cima con la Madonnina (4061 mt).

Discesa:
Per non ripercorrere lo stesso itinerario, abbiamo deciso, una volta raggiunta la “schiena d’asino” di imboccare la traccia di sentiero che porta al Rifugio Vittorio Emanuele.
Giunti al rifugio, dopo una fresca birretta, siamo scesi per l’ampio sentiero che raggiunge l’area parcheggio di Pont. Autostop fino a Pravieux per riprendere l’auto … per fortuna tra alpinisti ci si aiuta e in pochi minuti abbiamo trovato un passaggio.