Testa del Coin

Difficoltà: 2/5
Tempo di salita: 3h15/3h30
Punti di appoggio: Posto tappa Valfredda
Periodo consigliato: Giugno-Ottobre
Altezza: 3003 mt

La Testa del Coin è una delle principali sommità dello spartiacque che divide il Vallone d’Almiane e la Valfredda. Si colloca circa a metà di questo crestone roccioso, tra la Tetè Pierre Muret e la Punta Valfredda. La cima risulta difficilmente identificabile anche per l’assenza sulla cima di una croce o di un ometto. Solo un paletto di legno evidenzia il punto culminante che si eleva fino a 3003 mt. Vicina alla Testa del Coin è presente anche una seconda elevazione, poco più alta (3015 mt), così come è evidenziato da quasi tutte le carte e che potrebbe essere confusa con la cima in questione, senza essere però denominate in alcun modo. Per la classificazione SOIUSA, la cima si colloca nelle Alpi Cozie, Gruppo d’Ambin, Sottogruppo Sommelier-Vallonetto. Dalla cima si diramano tre principali versanti, caratterizzati da simili conformazioni, tutti infatti presentano ampie pietraie nella parte superiore e distese di carattere pratoso in quella inferiore. Due versanti scendono in direzione Sud-Ovest e Sud-Est verso la Valfredda, mentre in direzione Nord tocca il Vallone d’Almiane. Due crestoni pietrosi invece legano questa sommità verso Nord-Ovest alla Tetè Pierre Muret e verso Nord-Est alla Punta Valfredda. La montagna è inoltre un’importante meta scialpinistica invernale, che prevede la risalita del Vallone d’Almiane sino alla sommità.

Accesso stradale: Accesso stradale: Dall’A32 Torino-Bardonecchia, imboccare l’uscita di Bardonecchia, l’ultima prima del Traforo del Frejus. Poco dopo l’uscita dell’autostrada, giunti ad una rotonda seguire le indicazioni per Rochemolles, lasciandosi l’abitato di Bardonecchia alle spalle. La strada dopo aver superato un paio di tornanti, prosegue asfaltata sino al paese di Rochemolles. Da qui diventa sterrata, ma facilmente percorribile anche da auto normali, visto il buon fondo stradale. Alcuni tornanti permettono di raggiungere la borgata di Mouchecuite, dove è possibile posteggiare l’auto.

Itinerario: Entrati nell’abitato di Mouchecuite, percorrerlo interamente fino a raggiungere il limitare del bosco. Non cambiare direzione, sorpassare Madonna della Neve e proseguire sino ad una strada sterrata. Piegare per poco a sinistra, salvo poi dirigersi a destra sempre su sterrata, sino alle Grange la Croix. Qui è presente un bivio, due strade sterrate procedono l’una a destra (ormai un sentiero, ma più rapida), l’altra a sinistra. L’itinerario può procedere indifferentemente nelle due direzioni, dal momento che i due percorsi si riuniscono dopo una ventina di minuti. La strada sterrata si addentra nella Valfredda, mantenendo una pendenza sempre moderata. Non abbandonare la strada fino a quando si raggiunge il limite del bosco; si aprono a questo punto sulla sinistra (destra orografica) alcuni prati e pascoli molto ampi, che risalgono lo spartiacque Valfredda-Almiane. Iniziare a risalire queste distese erboso senza un percorso obbligato, cercando di evitare le maggiori pendenze. Utili in questo tratto dell’itinerario due punti di riferimento, la cima della Tetè Pierre Muret, che rimane nel corso della salita sempre di fronte, sulla nostra sinistra e le Grange Busa (2294 mt), un piccolo gruppo di ruderi che invece si lasciano sulla destra e che si incontrano poco dopo aver abbandonato la strada sterrata. Gli ampi pascoli permettono di guadagnare quota rapidamente, la Testa del Coin però diventa evidente solo dopo aver raggiunto un piccolo ripiano posto circa a 2700 mt, dove la conformazione del terreno favorisce la formazione di piccoli laghetti. Si procede durante tutta la salita in direzione Nord-Est e ciò avviene anche dopo aver superato questo pianoro, quando con un lungo diagonale si inizia a risalire la pietraia posta sotto la cima. Senza particolari difficoltà si guadagna quindi il crinale della montagna, che fino a questo momento si era tenuto sulla destra. L’itinerario tocca infine il punto culminante, pervenendo sull’ampia cresta spartiacque, dove è possibile vedere un modesto ometto di pietre al centro del quale è collocato un bastone di legno. Dalla sommità della Testa del Coin è ora possibile procedere in direzione della Punta Valfredda e toccare la quota 3015 mt, ricordata nell’introduzione, in brevissimo tempo.

Discesa: Lungo l’itinerario di salita, prima lungo i pascoli erbosi, poi sulla strada sterrata fino alla borgata Mouchecuite.

Note: Purtroppo questa cima è poco frequentata nel periodo estivo e ciò è testimoniato anche dall’assenza di tracce che la raggiungano. L’ambiente, il panorama e la mancanza di difficoltà, rendono però questa sommità una piacevole meta escursionistica; i pascoli di alta montagna contraddistinguono gli scorci che si incontrano durante la salita, la mancanza di alte cime intorno a questo spartiacque permette di contemplare la maggior parte delle cime della Val di Susa e degli Ecrins. Naturalmente la scarsa frequentazione comporta anche una maggiore attenzione da avere durante l’itinerario. È bene conoscere il luogo prima risalire i pascoli di questa cima, così come è sconsigliata la salita in condizioni di scarsa visibilità, fatto che renderebbe il reperimento della giusta direzione, operazione assai complessa. Il luogo si rivela ottimo per l’osservazione della fauna della zona, molti camosci pascolano lungo questo crinale, così come le marmotte che massicciamente si possono osservare. Anche il panorama merita una nota d’attenzione, soprattutto per la Rognosa d’Etiache, che da questo punto di osservazione pare essere una copia in miniature del Cerro Torre, senza però dimenticare tutto il circondario. Si scorgono infatti il Gruppo dell’Ambin, quello dello Charberton, più in lontananza la catena della Ramiere; verso il territorio francese le cime del Parco Nazionale degli Ecrins, con la Barre des Ecrins, la Meije ed il Pelvoux, mentre nei pressi della nostra montagna, le elevazioni che sovrastano l’abitato di Bardonecchia, con i Re Magi, la Rocca Bernauda, il punto più a Ovest d’Italia, ed in particolare l’elegante piramide della Pierre Menue. Può rivelarsi utile nella salita una piccozza, soprattutto se è ancora presente neve lungo i pascoli erbosi e pietrosi.