Punta Serpentiera

Difficoltà: 3/5
Tempo di salita: 4h
Punti di appoggio: Nessuno
Periodo consigliato: Metà Giugno – Ottobre
Altezza: 3267 mt

La Punta Serpentiera si colloca sullo spartiacque che divide la Valle Argentera a Nord-Est e la Valle del Thures a Sud-Ovest. La sommità è posta tra la Cima Pelvo (3266 mt) e l’omonimo colla a Nord-Ovest e la Punta Tre Merli (3254 mt) a Sud-Est. Sul medesimo spartiacque è bene ricordare anche la Punta Ramière (3303 mt), la Punta Marin (3202 mt), la Punta Clapiera (3249 mt), la Punta Ciatagnera (3295 mt), il Roc del Boucher (3285 mt), la Punta Muta (3070 mt), il Monte Furgon (2819 mt) ed infine la Cima del Bosco, punto terminale con i suoi 2377 mt. La cima è facilmente osservabile dalla Valle del Thures, alla quale mostra un aspetto detritico e privo di asperità, mentre invece pare essere molto più aguzza ed impervia se osservata dalla Valle Argentera. Dalla cima si diramano alcuni valloni e crestoni rocciosi, che delineano la struttura della montagna. Verso S-O un ampio crinale scende, prima detritico, quindi erboso verso la Valle del Thures, in direzione E invece la cima si collega con alcuni salti rocciosi alla Punta Tre Merli. Poco prima di incontrare la suddetta cima, il crestone si divide, procedendo sia verso N-O, sia N-E. Infine un ultimo crinale congiunge la Punta Serpentiera con il Colle del Pelvo, anch’esso di orientamento N-O. Proprio per l’elevata frammentarietà della montagna, si sviluppano da essa diversi valloni, che la collegano, in modo dolce e senza particolari asperità, verso Ovest e Sud alla Valle del Thures e in direzione Nord-Ovet, Nord ed Est alla Valle Argentera; in questo frangente però la pendenza e la presenza di salti rocciosi rendono questo lato della montagna molto più impervio. Fu proprio il versante che precipita verso la Valle Argentera ad accogliere la salita effettuata nel 1920, il 13 luglio da Umberto Balestreri e B. Salvi Cristiani. Sulla cima è stata anche collocata una croce da parte del “Gruppo alpinistico di Pinasca-Perosa-Roreto-Trossieri-Torino-Savona-Genova” l’8 settembre 1968.

Accesso stradale: Dal’A32 Torino-Bardonecchia, imboccare l’uscita di Oulx Circonvallazione e seguire le indicazioni per Cesana Torinese. Superato il comune della stessa cittadina, proseguire sulla medesima strada sino a pervenire presso Bousson. Da qui piegare a sinistra e salire verso Thuras grazie ad una strada asfaltata in buone condizioni. Proprio sotto la borgata di Thuras, lasciare la strada asfaltata per imboccare quella sterrata, che inizia proprio in quel punto. Senza mai abbandonarla sorpassare la borgata di Rhuilles e addentrarsi nella Valle del Thures. Alcuni tornanti stretti e con fondo stradale un po’ sconnesso, permettono di raggiungere Grange di Thuras inferiore, dove è possibile posteggiare l’auto in prossimità di un ponte di legno sopra il torrente Thuras. La strada si mantiene in buone condizioni fino all’abitato di Rhuilles, da quel luogo è maggiormente accidentata ed è opportuno salire utilizzando una macchina alta o un fuoristrada.

Itinerario: Superato il ponte sopra il torrente Thuras, seguire fedelmente senza particolari difficoltà altimetriche la strada sterrata che prosegue nel fondovalle. L’ambiente rende l’itinerario fin da subito piacevole, anche per la presenza di molte cime che chiudono da entrambi i lati la valle. La strada incontra circa a 2000 mt Grange Thuras superiore dove è presente la segnaletica per il Roc del Boucher ed anche un piccolo alpeggio. Avanzare ulteriormente nella stessa direzione, superare alcuni corsi d’acqua quindi circa a quota 2250 mt, si incontra una palina che indica Cima Pelvo. Piegare a sinistra ed attraversare nel punto più adatto il torrente Thuras, che può presentarsi anche pieno d’acqua, aggiungendo così qualche difficoltà all’attraversamento. Si rimonta sul versante opposto un breve rialzo erboso e si scorge una traccia che sale con numerosi tornanti il medesimo lato della montagna. Raggiuntala, la si segue fedelmente per tutto il salto erboso che supera, fino a 2400 mt, quando l’itinerario incontra un ripiano erboso, ricco di piccoli corsi d’acqua. Dopo averlo attraversato obliquamente, si prosegue nuovamente su un sentiero, che a tratti si perde nell’erba. Utile come punto di riferimento in questo punto un recinto costituito di sassi, che rimane visibile da ora in poi per tutta la salita. Nuovamente su terreno erboso il percorso supera una nuova pendenza e guadagna le prime pietre che scendono dal Colle del Pelvo. Senza particolari difficoltà, ma grazie ad una traccia che ora si fa più evidente si procede in direzione del colle precedentemente ricordato. A quota 3000 mt, quando oramai si ha il colle assai vicino, abbandonare il sentiero evidenziato da ometti e tacche e poggiare obliquando verso destra. Procedere fino a superare un salto roccioso che è evidente alla base della Punta Serpentiera e che ostruisce la via di salita lungo il crestone roccioso. L’itinerario da questo punto si addentra nella vasta pietraia, per lo più instabile che scende dalla nostra cima e senza più una traccia, la risale. Senza un percorso obbligato, ma cercando i punti di maggiore stabilità, ci si riporta fin sotto il punto culminante che si raggiunge dopo aver superato un ultimo e breve salto roccioso.

Discesa: Lungo l’itinerario di salita, cercando di prestare attenzione soprattutto nella pietraia che scende dalla cima della montagna.

Note: Bella montagna inserita in un ambiente di alta montagna, che regala un panorama di primordine ed un percorso piacevole. La traccia non risulta sempre evidente, in particolar modo lungo gli ampi pascoli che si incontrano dopo aver abbandonato il fondovalle ed allo stesso modo nella pietraia finale. Per questo motivo è bene conoscere il luogo, oppure affrontare la salita in condizioni di buona visibilità. La parte di itinerario che si svolge lungo la strada sterrata che risale la Valle del Thures, può invece rivelarsi molto caldo, è bene quindi affrontarlo in un’ora della giornata non troppo tarda. Il percorso inoltre è interessante anche per la presenza di moltissimi camosci, che pascolano lungo i crinali delle montagne di questa valle e che spesso si possono osservare in grandi branchi. La cima offre un panorama di grande interesse, forse tra i migliori dell’intera Val di Susa; non solo infatti il Monviso mostra una magnifica visione, ma anche le cime degli Ecrins e tutte le sommità principali della Val Susa sono visibili da questa punta. L’Ailefroide, il Pic Sans Nom, il Pelvoux, la Barre des Ecrins, la Meije, la Grande Ruine, per il gruppo degli Ecrins, verso il territorio italiano, la Pierre Menue, la Rognosa d’Etiache, il Vallonetto, il Monte Ambin, più in là vicino al Lago del Moncenisio, il Lamet ed il Roncia, con lo Charbonel sullo sfondo, senza dimenticare il Rocciamelone. Molto più vicine sono invece la Rognosa del Sestriere e le cime della Val Troncea e Argentera. Proprio di fronte alla Punta Serpentiera invece si mostrano il Monte Terra Nera, la Merciantaira e con la sua forma facilmente riconoscibile il Pic de Rochebrune.