Monte Rocciamelone

Il monte Rocciamelone mt. 3538

La bella escursione che proponiamo parte dal parcheggio poco distante dal rifugio La Riposa, percorrendo una strada  che da Susa raggiunge prima Mompantero e poi, inerpicandosi sulla montagna, supera il piccolo centro abitato di Urbano ed infine, con una strada dal fondo naturale, anche se in discrete condizioni, giunge alla nostra località di partenza.

Lasciata, quindi l’auto, prendere l’evidente sentiero che taglia un bel pascolo e giunge alla fontana poco sopra il rifugio La Riposa. Proseguire seguendo il tracciato con fondo pietroso ed individuabile molto bene per la presenza delle tacche bianco-rosse. In circa 1ora e 40 minuti si raggiunge il Rifugio Cà D’Asti a metri 2856. Alle spalle della costruzione parte il sentiero che in circa 1 e 50 minuti porta alla vetta del Rocciamelone.

Oggi questa vetta è molto frequentata dagli escursionisti e dai pellegrini particolarmente avventurosi, in particolare in occasione della festa della Madonna della Neve che si svolge ogni anno il 5 agosto.

Sulla sommità  vi si trovano il santuario più alto d'Europa, intitolato a Nostra Signora del Rocciamelone e una statua in bronzo, dedicata sempre alla Madonna, realizzata nel 1899 ed inaugurata il 28 agosto di quell’anno grazie ad una grandiosa sottoscrizione di 130mila bambini di tutta Italia. La statua, portata in vetta a spalle dagli dai reparti del battaglione "Susa" del 4º Reggimento alpini (era stata preventivamente divisa in otto pezzi), è alta 3 metri ed ha al suo interno una fitta armatura di rinforzo e sostegno in ferro dal peso complessivo di ben 800 kg. Oltre a ciò sono presenti un rifugio, detto rifugio santa Maria, da 15 posti per le emergenze, e un busto del re Vittorio Emanuele IIa ricordo di una sua salita.


Per gli appassionati di storia e curiosità:

Nel medioevo era considerato la più alta cima delle Alpi. Questa convinzione, che oggi sappiamo errata, era supportata da diversi fattori, uno dei quali è sicuramente l’imponenza con cui la cima sovrasta la città di Susa con un balzo di 3000 metri

Sempre nel medioevo vi furono diversi tentativi di salita alla vetta, compreso uno da parte dei monaci dell'abbazia della Novalesa che – si legge negli annali dell'Abbazia – vengono respinti da vento e grandine.

La prima salita documentata risale al 1º settembre 1358. Il crociato Bonifacio Rotario D'Asti, catturato dai Turchi durante le crociate, si affida alla Madonna, promettendo, qualora fosse tornato in patria, di dedicarle un simulacro sulla vetta della prima montagna che avesse visto tornato sul suolo natio. Assistito da alcuni portatori, raggiunse la vetta portando con sé un trittico bronzeo dedicato appunto alla Madonna, oggi custodito in cattedrale a Susa.

mappa

grazie a Claudio Trova per l’utilizzo della mappa (www.alpioccidentali.it)
 

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