Cima del Bosco

Difficoltà: 2/5
Tempo di salita: 2h/2h30′
Periodo consigliato: Maggio-Ottobre (senza neve) Febbrario-Aprile (con le ciaspole)
Altezza: 2377 mt.

La Cima del Bosco è un rilievo che si erge al confine dei comuni di Cesana Torinese e Sauze di Cesana, in Alta Val di Susa. Costituisce l’ultima cima dello spartiacque che divide la Valle Argentera dalla Valle Thures, crinale che vede importanti elevazioni tra cui ricordiamo: la Punta Muta (3070 mt.), il Roc del Boucher (3285 mt.), la Punta Ciatagnera (3295 mt.), la Cima Pelvo (3266 mt.) ed infine la Punta Ramière con i suoi 3303 mt. Dalla cima si sviluppano due versanti, il primo discende verso l’abitato di Sauze di Cesana ed è caratterizzato da distese prative, proprio come il secondo che raggiunge l’abitato di Bousson, anch’esso attraversato da ampie radure. Un terzo crinale, quello Nord, al contrario dei precedenti è ricoperto da una fitta boscaglia di conifere, caratteristica che ha portato questa cima ad essere così definita. Sul punto culminante dell’asperità si può trovare una cappella costruita in ricordo di un incidente avvenuto sulla vicina Punta Ciatagnera. Nel 2003 infatti a seguito della caduta di un elicottero con la scomparsa di sei persone, si decise di edificare questa costruzione, per commemorare le persone defunte. Nei pressi della cima sono ancora visibili i resti di alcune postazioni militari, utilizzate durante la Seconda Guerra Mondiale. 

Accesso stradale: Per raggiungere l’abitato di Thures da dove inizia il nostro itinerario è necessario percorrere la statale 24 del Monginevro fino a Cesana Torinese. Entrati nell’abitato e lasciato il comune sulla sinistra seguire le indicazioni per Sauze di Cesana. Superati due ponti consecutivi all’interno del paese di Bousson, prendere a destra, seguendo i cartelli indicanti Thures, una strada che sale con alcuni tornanti fino al luogo di partenza. Si può lasciare la macchina nei pressi dell’ultimo tornate asfaltato o poco più in alto, seguendo una strada sterrata in buone condizioni che sale da sinistra facendo un piccolo tornante sino a condurre presso le case più alte del paese.

Itinerario: Proprio da questo punto continuare a piedi per qualche centinaio di metri su una strada carrozzabile ed incontrata la segnaletica della Regione Piemonte salire a sinistra. Il sentiero nel primo tratto ripido risale prima lungo alcuni pascoli erbosi, quindi entra nel bosco diventando sempre meno ampio. Senza perdere mai quota e rimanendo sempre ben visibile il percorso permette di superare Croce Chalvet, un gruppo di case che si può osservare sul lato destro della salita. Alternandosi tra radure e punti in cui il bosco risulta più fitto, il sentiero mantiene la sua pendenza costante ed in breve permette di raggiungere i prati che si aprono alla fine del bosco di conifere e larici. Oltrepassate anche Grange Chalvet diventa visibile il crinale che sale verso Cima del Bosco. Ormai abbastanza direttamente il percorso conduce prima proprio al di sopra di questo spartiacque ed infine alla cappella che segna il culmine dell’asperità. La vista certamente merita interesse. È infatti possibile osservare alle spalle dei Monti della Luna, il gruppo degli Ecrins, dove svettano il Pelvoux, la Barre des Ecrins, Montagne des Agneaux e sullo sfondo la Meije. Verso il territorio italiano invece si erge evidente il Monte Charberton, che apre verso tutta la Val Susa, dove la Pierre Menue, la Rognosa d’Etiache ed il Seguret la fanno da padrone. Riconoscibile anche sullo spartiacque Susa-Chisone il Monte Fraiteve, che scende sino all’abitato di Sestiere. Concludendo questo ideale panorama notevoli sono la Rognosa del Sestiere e sopra la Valle Thures, il Monte Terra Nera.

Note: La discesa non prevede particolari difficoltà e segue fedelmente l’itinerario di salita. La Cima può essere raggiunta non solo da questo percorso qui esposto, ma alcuni sentieri salgono sia dall’abitato di Rollières, sia da quello di Sauze di Cesana dove un’evidente carrozzabile, chiusa alle auto, permette di raggiungere il culmine della montagna. Per gli amanti dello sci-alpinistico questo costituisce uno degli itinerari più classici della Val Susa. L’itinerario può essere fatto nel corso di tutto l’anno, vista la mancanza di pericoli o punti esposti. Nel periodo primaverile potrebbero essere necessarie le ciaspole, secondo le condizioni della neve. Per non incorrere in alcun pericolo è bene consultare il bollettino emesso da ARPA Piemonte che monitora il rischio e le condizioni del manto nevoso.