Pelvoux traversata per il Glacier des Violettes

MontPelvoux

Pelvoux traversata per il Glacier des Violettes

Difficoltà:
Tempo di salita: 1°giorno: 3h/4h
Tempo 2° giorno: 4h fino alla Point Puiseux + 6/7h di discesa ad Ailefroide
Altezza: 3943 mt. (Point Puiseux)
Punti d’appoggio: Refuge du Pelvoux (CAF) 2704 mt.

Il Pelvoux storicamente era considerato come la vetta più alta del massiccio e di tutte le alpi francesi (prima dell’annessione della Savoia). Infatti il Pelvoux si presenta come una immensa montagna di neve e di roccia molto isolata. Dalla valle della Durance la sua mole imponente nasconde buona parte del massiccio des Écrins ed anche la vetta più alta: la Barre des Écrins. Il monte Pelvoux comprende quattro punte abbastanza individuabili:

  • La Punta Puiseux (3.946 m – vetta culminante)
  • La Punta Durand (3.932 m)
  • Il Piccolo Pelvoux (3.753 m)
  • I Tre Denti del Pelvoux (3.682).

Tra queste quattro cime si distende il Ghiacciaio del Pelvoux, ghiacciaio che dona una connotazione particolare alla vetta.

La prima ascensione della punta Durand fu effettuata il 30 luglio 1828 dal capitano Durand, Alexis Liotard e Jacques-Étienne Matheoud (cacciatore di camosci). La prima ascensione della punta Puiseux fu realizzata l’8 settembre 1848 da Victor Puiseux e la guida Barnéoud.

Bellissima traversata di alta montagna, molto varia, molto bella, ma impegnativa. Richiede due giorni, con pernottamento obbligato al Refuge de Pelvoux. I paesaggi ed i luoghi che si atteaversano sono stupendi, affascinanti e selvaggi allo stesso tempo. La grande varietà riscontrabile, può variare notevolmente a seconda della presenza o no della neve, che può inoltre favorire, anche in termini di tempo la discesa (nella zona del Névé Pellissier)

Da Ailefroide si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per il rifugio del Pelvoux ed dopo pochi minuti si giunge al parcheggio nei pressi del campeggio comunale. Si risale quindi il vallone del Selé, prima nel bosco quindi lungo il torrente. Giunti al bivio per il rif. Selè si piega a destra e con numerosi tornanti si prende finalmente quota fino al rifugio del Pelvoux 2704 m (3-4 h dal parcheggio).

Il mattino seguente si salgono le rocce gradinate dietro il rifugio (I-II, un po’ ostiche a buio), e giunti a quota 2900 circa si attraversa verso ponente il torrente del Glacier de l’Homme alla basa dei seracchi del ghiacciaio omonimo (neve dura a inizio stagione – attenzione alle scariche dall’alto!).  Si prosegue in piano per macereti o nevai alla base delle Rouchers rouge fino ad incontrare una barra rocciosa. Superatola (I-II, attenzione con i ramponi ai piedi), si prosegue per nevai o sfasciumi fino al colletto della Bosse de la Sailouze, oltre il quale giace il ghiacciaio omonimo.
Si volge a destra e si risale l’evidente canale coolidge (400 m, 35-40 gradi, max pendenza a metà canale), facendo attenzione alle scariche di pietre. A seconda delle condizioni l’uscita può essere di neve, ghiaccio o pietrame. Si esce sul Giacciaio del Pelvoux, si piega a sinistra ed in pochi minuti si raggiunge la cima Puiseaux, punto culminante del Pelvoux (4h dal rifugio).

Scendere in direzione est per l’invitante glacier des Violettes, dapprima semplice poi via via sempre più crepacciato. Perdere alcune centinaia di metri d quota, varcare una crepacciata molto aperta e spesso problematica, per raggiungere una crestina nevosa intervallata da risalti rocciosi sulla sponda sinistra (scendendo) del glacier des Violettes. Seguirla fedelmente (ancoraggi per doppie ma si scende molto più facilmente e velocemente disarrampicando) sino ad un’inconfondibile forcella. Scendere un canale di rocce rotte che riporta sul glacier des Violettes, nell’enorme pianoro glaciale al di sotto della maestosa seraccata. Attraversare detto pianoro (fortissimi pericoli di caduta seracchi) e risalire pochi metri ad una sella nevoso detritica. Scendere in direzione del sottostante névé Pellissier, superando una prima balza rocciosa (disarrampicata facile o doppia in canale strapiombante), scendere un nevaio poi un successivo facile salto roccioso di 50 metri (anche qui facile disarrampicata ma ancoraggi per doppie in loco) conducono al névé Pellisser che si scende fino al suo termine. Scendere ora il ripidissimo sentiero per prati, e raggiunta una zona di ontani piegare a destra (scendendo) per imboccare la virre de Ailefroide destreggiandosi al meglio nella boscaglia seguendo sempre le tracce di sentiero più marcate. (Se invece di girare a destra si prosegue sulla sinistra si risale un centinaio di metri poi con percorso pianeggiante il sentiero conduce al névé des militaires all’inizio del piano di Pre de Madame Carle). Scendere la cengia obliqua in direzione di Ailefroide (massimo II grado) raggiungendo una profonda gola. Non scendere dentro di essa ma traversare in piano e girare uno spigolo con passaggio aereo e molto esposto seppur facile, indi continuare a disarrampicare detta cengia, che oppone passaggi di arrampicata sino all’ultimo metro, quando essa termina nei prati a 15′ dal villaggio di Ailefroide (contare 6/7 ore di discesa dalla vetta ad Ailefroide se non c’è affollamento sulle parti di misto, in tal caso i tempi si possono dilatare notevolmente – attenzione al maltempo!! prima di intraprendere questa discesa valutare attentamente, in caso contrario scendere sull’itinerario di salita, per la via normale).

Importante prenotare il rifugio, viste anche le non grandissime dimensioni, tutte le info su: http://clubalpin.briancon.free.fr/pelvoux.html

Accesso Stradale: raggiunta la città di Briançon si prosegue in direzione Gap, raggiunto il centro del paese di Argentière La Bessèe si prosegue per Vallouise, superato Pelvoux in breve si arriva all’abitato di Ailefroide. Oppure raggiunto Prelles (poco dopo Briançon, prima di Argentière), svoltare a destra prima di un ponte, in corrispondenza di una vecchia casa, con al piano terra un bar.

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Come raggiungere Ailefroide:

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