Punta Merciantaira

Difficoltà: 2/5
Tempo di salita: 3h15′
Periodo consigliato: Metà Giugno – Ottobre
Punti di appoggio: Refuge de les Fonts
Altezza: 3293 mt

La Punta Merciantaira è la principale elevazione dello spartiacque che divide l’italiana Valle di Thures, dal francese Vallone della Cerveyrette. La sommità chiude la catena, sulla quale si trovano importanti elevazioni, tra le quali ricordiamo la Cima Dormillouse (2945 mt), il Monte Terra Nera (3100 mt), la Cima Clausis (3231 mt) e la Cime de Chabrières (3248 mt). Secondo la classificazione SOIUSA, la cima si trova all’interno delle Alpi Copie, Sottosezione Alpi del Monginevro, Gruppo Ramiere-Merciantaira. Dalla sommità si sviluppano tre principali crestoni che danno origine anche ad alcune valli secondarie. In direzione S-S-O, un’ampia cresta detritica degrada verso il Col Malrif, assumendo il nome di Crête aux Eaux Pendentes e prosegue a lungo fino a chiudersi con il Pic de Rochebrune; in questo modo diventa anche spartiacque dei valloni della Cerveyrette, verso Ovest e di quello del Guil, in direzione Est. Una seconda cresta invece muove in direzione O-N-O, prendendo inizialmente il nome di Crête de Pierre Rouge, raggiunge tutte le cime spartiacque della Valle di Thures, sino al Col Chabaud. L’ultima invece, la Crête de Bertine, dall’aspetto vario e molto frastagliato, collega la nostra cima con il Col de Rasis, mantenendosi costante verso E-S-E. Si vengono così a creare tre principali versanti, molto diversi per aspetto e conformazione. In direzione Nord un’ampia parete assai scoscesa, cade a picco verso la Valle di Thures, caratterizzata da ampi canali, con un’altezza di quasi 800 metri. I due versanti meridionali, S-E e S-O, al contrario, sono caratterizzati da sfasciumi e pietraie e mantengono sempre una pendenza moderata e poco impervia. Sulla massima elevazione, che risulta essere molto ampia, è presente un pilone costituito da pietre accatastate ed è presente il libro di vetta. Si hanno notizie anche di una prima salita, che risalirebbe al 1835, compiuta dal Capitano Cossato, appartenente al Stato Maggiore Sardo, partendo dall’abitato di Thures.

Accesso stradale: Dall’A32 Torino-Bardonecchia, imboccare l’uscita di Oulx Circa.ne e seguire le indicazioni per Cesana Torinese. Qui pervenuti, senza entrare nel paese, continuare sulla statale del Movimento, che permette di raggiungere prima Claviere, quindi la cittadina di Monginevro, poco oltre il confine italo-francese. Scendere fino a Briancon e dopo essere entrati nell’abitato seguire la cartellonistica per il Col d’Izoard. Senza abbandonare questa strada, si perviene all’abitato di Cervieres. Occorre a questo punto addentrarsi nel piccolo paesino, tralasciando la direttiva principale, fino a transitare a ridosso di una chiesa che si innalza ben visibile, al di sopra delle restanti case. La strada, che è asfaltata e quindi facilmente percorribile, grazie ad un paio di tornanti risale il crinale pratoso – boschivo e prosegue sino ad un altopiano, non visibile da Cervieres. Percorrere questa strada sino alla sua conclusione, presso la borgata di Les Fonts, dove è possibile posteggiare l’auto in un comodo e gratuito parcheggio, nei pressi di un rifugio.

Itinerario: Superato il piccolo abitato di Les Fonts, si attraversa un torrente e si incontrano immediatamente sul sentiero alcune paline. Si imbocca a questo punto il GR5, in direzione del Col du Malrif. Il percorso mai difficile, attraversa un ampio vallone erboso, che dolcemente prosegue verso i crinali ed i pascoli superiori. Intorno a quota 2400 mt, inizia ad avere una pendenza maggiore, che aumenta in modo costante fino al raggiungimento del Col du Petit Malrif. Il sentiero nell’ultimo tratto prima di questo colle, si snoda lungo una pietraia; la frequentazione però del tratto, ha reso la traccia molto evidente e priva di asperità. Si è obbligati a questo punto a salire fino ai 2910 mt del Pic Malrif, fatto però che permette in breve di toccare anche il Col du Malrif, a quota 2866 mt. L’itinerario continua ed essere molto intuitivo e privo di difficoltà. Superato il colle, dopo circa 100 metri, ci si imbatte in una grossa pietra, sulla quale è possibile leggere, in rosso, Col Rasis. È importante abbandonare il sentiero principale che verso il colle appena citato, per iniziare a seguire l’evidente crestone, che da questo punto prosegue senza interruzioni fino alla nostra cima. Il terreno continua ad essere facilmente percorribile e le poche asperità presenti si superano sul lato del Vallone di Cerveyrette. Raggiunta la base dell’ultimo salto, un’evidente traccia consente di guadagnare gli ultimi metri della pietraia, posta sotto la nostra sommità. La cima, di ampie e comode dimensioni si raggiunge quindi in pochi minuti.

Discesa: La discesa avviene lungo lo stesso itinerario di salita (2h15′)

Note: Bella cima, raggiunta da un percorso piacevole, privo di particolari difficoltà, ma che permette di addentrarsi in un vallone particolare e selvaggio. La presenza di una marcata traccia per tutta la durata dell’itinerario rende la cima accessibile per tutte le persone abituate alla quota, ma senza una particolare preparazione per le difficoltà alpinistiche. Unico fattore che merita attenzione è costituito dalla lunghezza del sentiero che porta fino alla sommità, quasi 8 km. Il panorama che si può ammirare dalla cima è di prim’ordine, non solo infatti le principali sommità della Val di Susa sono facilmente visibili, ma anche le elevazioni del Queyras, tra le quali il bellissimo Pic de Rochebrune. Inoltre l’altezza della nostra montagna rende accessibili alla vista anche le cime del Parco Nazionale degli Ecrins, con il Pelvoux e la Barre des Ecrins. In direzione dell’Italia, si possono vedere le sommità dello spartiacque Thures-Argentera, il gruppo dello Charberton, in lontananza anche il Gruppo dell’Ambin. Dal lato italiano la vetta è difficilmente raggiungibile, proprio per l’asperità del versante Nord. È però possibile toccare la sua massima elevazione attraverso due itinerari abbastanza lunghi per sviluppo chilometrico. Il primo transita lungo la cresta E-N-E, dopo aver superato il Monte Terra Nera e le altre sommità di questo spartiacque. L’altro invece, guadagnata tutta la Valle del Thures e l’omonimo colle, tocca il Col Rasis e si ricollega quindi al percorso da noi descritto. La sommità è anche un’importante meta sci-alpinistica, spesse volte raggiunta durante la stagione più fredda.