Dome de Neige des Ecrins

Difficoltà: 
Località di partenza: Refuge Cézanne (m.1874) a Pre de Madame Carle;
Dislivello: 1°giorno: 1296 m., 2°giorno: + 845, – 2141 m.;
Tempo salita: 1°giorno: 4/5h, 2°giorno 3/4h;
Periodo consigliato: giugno, luglio, agosto, settembre;
Rifugi presenti: Refuge du Glacier Blanc (2550 m.) e Refuge des Ecrins (3170 m.)

Il Dôme de neige des Écrins (4.015 m s.l.m.) è una montagna francese del massiccio des Écrins nelle Alpi del Delfinato. La montagna si trova nei pressi della più alta e importante Barre des Écrins. Viene comunque considerata una vetta a sé stante perché è separata dalla Barre dalla Brèche Lory. Appartiene allo stesso massiccio della Barre des Écrins, e si trova in prossimità del punto di snodo tra la cresta principale N-S e la cresta secondaria cui appartiene la Barre. La cresta principale scende dalla Roche Faurio al Col des Écrins, da dove risale verso SSW fino al Dôme de neige des Écrins, dove piega leggermente verso S-E fino al Pic Lory, anticima della Barre des Écrins vera e propria. Dal Pic Lory la dorsale prosegue in direzione sud verso il Col des Avalanches, risale alla punta de Le Fifre, ridiscende al Col du Fifre e risale al Pic Coolidge, punto nodale da cui si dipartono diverse dorsali. Dalla vetta del Dôme si diparte in direzione ovest una dorsale secondaria che scende al Col de Bonne Pierre, dove si biforca: il ramo settentrionale scende verso la Pointe de Pié Berarde, mentre quella meridionale raggiunge in direzione SW la Pointe de Balme Rousse e poi piega a est digradando verso la valle del Vénéon. La montagna è così divisa in tre settori principali: il versante orientale è ricoperto dalla parte superiore del Glacier Blanc, quello meridionale sovrasta il ghiacciaio del vallone della Pilatte, mentre il versante nord-occidentale scende con ripide pareti rocciose sulla parte sommitale del ghiacciaio della Bonne Pierre.La salita non presenta particolari difficoltà se non per i crepacci all’inizio del Glacier Blanc ed i seracchi nella parte bassa del fianco nord che comportano qualche rischio oggettivo di caduta blocchi di ghiaccio.
Sicuramente una vetta che vale la pena visitare in virtù dello splendido ambiente del Parco Nazionale degli Ecrins in cui si sviluppa e del notevole panorama che, condizioni meteo permettendo, si può godere dalla vetta. È una cima, insieme alla Barre, molto frequentata in quanto, pur non possedendo grandissime difficoltà alpinistiche è comunque compresa nelle 82 cime oltre i 4000 m. delle Alpi e si trova al 76° posto di questa particolarissima classifica. Visto che i collezionisti sono presenti dovunque, anche in questo campo ci sono moltissimi persone che si divertono a scalare tutte queste cime ed essendo il Dome una di queste, la sua via è molto frequentata e conosciuta.

1° giorno: Dal parcheggio si risale la valle, dapprima lungo un’ampia e comoda strada sterrata attraverso lo sbocco della valle del Glacier Noir, poi per un evidente sentiero che risale un ripido pendio e porta, oltre uno sperone roccioso, nella valle del Glacier Blanc. Attraversato il torrente emissario del ghiacciaio, il sentiero (qualche breve tratto attrezzato) risale un facile pendio roccioso. Oltrepassata la spianata con laghetto dove sorgeva il vecchio rifugio Tuckett, con un ultimo strappo si raggiunge il Refuge du Glacier Blanc (2550 m). (2h-2h30). Dal rifugio si continua per sentiero in ambiente morenico, costeggiando il Glacier Blanc. Ci si muove lasciando sulla sinistra la valle già coperta dal ghiacciaio. Si guadagna il ghiacciaio senza perdere quota e se ne risale il fronte facendo attenzione alle prime crepe che possono costringere a qualche inattesa deviazione. Il percorso si fa meno ripido quando si raggiunge il terreno più aperto del Glacier Blanc, in vista dello sperone roccioso, sulla destra, che ospita il Refuge des Ecrins, per molti il vero punto di partenza della scalata. Negli ultimi tempi il Glacier Blanc in estate si trova spesso in cattive condizioni, perciò questa linea di passaggio viene in genere riservata alle salite primaverili. Si preferisce invece seguire un sentiero (segnalato con bolli rossi) che sale restando sulla morena di destra per evitare la crepacciata parte bassa del ghiacciaio, e raggiungere direttamente il plateau nevoso in vista del rifugio. Dopo essersi portati sotto lo sperone roccioso, si sale l’ultimo pendio sulla destra delle rocce per neve e tracce di sentiero fino al Refuge Des Ecrins (3170 m). (2h-2h30).

2° giorno: Ridiscesi al ghiacciaio (o una volta raggiunto lo sperone, per chi è solo in transito, in arrivo dal Refuge du Glacier Blanc) si prosegue semplicemente su neve prestando attenzione ai pochi e normalmente non pericolosi crepacci, prima su terreno facile e comodo in modesta pendenza, poi su pendii via via più ripidi.  Si arriva in prossimità del Col des Ecrins (3367 m), quindi si risale il facile fianco nord della Barre des Ecrins, con una linea obbligata dalla struttura del pendio: inizialmente ci si alza in verticale verso la vetta lasciando sulla sinistra un’ampia zona seraccata; appena oltre si taglia decisamente verso sinistra per evitare altri seracchi che incombono minacciosi poco più in alto (prestare attenzione in questo tratto all’eventuale caduta di blocchi di ghiaccio). Si prosegue a lungo in diagonale verso sinistra, fino ai piedi di un risalto molto ripido, quindi ci si rivolge più a destra in direzione della vetta.  Si arriva alle pendici dell’imponente muraglia sommitale della Barre des Ecrins, dove si piega in un lunghissimo traverso verso destra costeggiandone la crepaccia terminale che ne incide la base, fino a raggiungere la Bréche Lory (3974 m), frattura che separa la Barre dal più modesto cupolone nevoso del Dôme de Neige. E’ nell’ultimissimo tratto di pendio che conduce alla Bréche che si trovano i pochi metri più ripidi della salita (45°); fare attenzione perchè secondo la stagione è possibile trovare ghiaccio o una terminale fastidiosa. Da qui, con percorso su neve, si raggiunge in pochi minuti la vetta. (3h-4h)

Discesa: Si segue tutto il percorso fatto in salita a ritroso fino ai 2 rifugi e poi al parcheggio. 5-6h.

Accesso stradale: Si segue l’autostrada per Bardonecchia fino a Oulx e da qui si sale al passo del Monginevro. Si scende a Briançon e si seguono le indicazioni per Gap e Argentière-la-Bessée (m.979,16 km.da Briançon);si continua lungo la valle fino ad arrivare al piccolo villaggio di Ailefroide (m.1503),continuando lungo la strada si perviene al parcheggio del refuge Cézanne (m.1874) a Pre de Madame Carle dove si lascia l’auto.

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 Il file di Google Earth è stato diviso in tre parti distinte:


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1 | Refuge du Glacier Blanc


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2 | Refuge des Ecrins


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3 | Dome de Neige