Monte Fraiteve

Difficoltà: 3/10 MR (Medi racchettatori)
Altezza: 2702 m
Dislivello: 1036 m
Periodo consigliato: dalla chiusura degli impianti fino alla presenza di neve sul tracciato

Il monte Fraiteve funge tra spartiacque tra la Val di Susa e la Val Chisone. Costituisce l’ultima asperità della lunga costiera che dalla pianura torinese separa le due valli prima citate. In particolare tra i comuni di Sestriere e Cesana Torinese la nostra sommità, secondo la classificazione SOIUSA, conclude la Costiera Fraiteve-Assietta-Cinatiplagna. La montagna possiede quattro principali versanti: verso Nord scende con alcune rialzi rocciosi prima e con una fitta boscaglia poi verso la Val di Susa, verso Est, assume un aspetto più brullo, la vegetazione è quasi del tutto assente, così come sul versante Sud, che si apre sopra l’abitato di Sestriere. Ad Ovest, la cima assume pendenze minori ed offre pertanto spazio allo sviluppo di numerose piste del comprensorio della Via Lattea, sino all’abitato di San Sicario. Sulla sua cima sorgono tre impianti di risalita ed alcune antenne che rendono il suo aspetto facilmente riconoscibile non solo dalle cime circostanti, ma anche da tutta la valle.

Accesso: dall’A32 Torino-Bardonecchia, si prende l’uscita Oulx in direzione Cesana Torinese. Giunti all’interno dell’abitato abbandonare la statale 24, per procedere sulla Strada Provinciale 23R verso Sestriere. Dopo due tornanti, trovate le indicazioni per San Sicario, lasciare la strada principale e proseguire prima per l’abitato di San Sicario Basso. La strada prosegue quindi con pochi tornanti fino ad entrare nella località di San Sicario Basso. Posteggiare l’auto nei parcheggi a ridosso delle piste da sci.

Itinerario: nello slargo che si apre di fronte le case, è facilmente riconoscibile la pista Olimpica che si apre nel bosco prospiciente. Si risale fin da subito con buone pendenze, la pista per tutto il suo sviluppo procede per salti, alternando tratti con pendenze molto elevate ad altri molto più morbidi. Senza abbandonare mai la pista si supera la località Soleil Boeuf da dove l’itinerario assume pendenze sempre più costanti, rimanendo però privo di ogni difficoltà oggettiva. Giunti nei ripiani alti, oltre la fascia boschiva, si incontra un doppio skilift sulla destra, il percorso del nostro itinerario prosegue però ancora sul tracciato innevato, tenendo in riferimento sia l’impianto di risalita, sia la cima, che diventa facilmente riconoscibile. Superate le ultime asperità si guadagna la massima sommità.

Discesa: lungo l’itinerario di salita, seguendo fedelmente il tracciato delle piste, in modo da essere agevolati anche dalla tenuta della neve primaverile, altrove molle.

Note: l’itinerario può essere svolto solo ad impianti e piste chiuse. L’utilizzo durante la salita dei tracciati delle piste costituisce un valido aiuto, ma non deve far sottovalutare il percorso, che presenta pendenze notevoli e si inserisce in un ambiente di alta montagna. L’utilizzo di racchette da neve diventa quasi indispensabile, non solo per la pendenza, ma anche per le condizioni della neve primaverile, qui esposta lungamente al sole. La sommità costituisce uno dei migliori punti panoramici della Val di Susa. L’isolamento della cima le permette di offrire un fantastico panorama, forse disturbato dalle tante costruzioni artificiali sulla sua sommità. Dal Rocciamelone, al gruppo degli Ambin, dalla Rognosa d’Etiache, alla Pierre Menue, dal gruppo dello Chaberton, alla Rognosa del Sestriere: un impagabile panorama, reso ancora più apprezzabile da alcune tavole che permettono l’identificazione anche delle cime meno note e riconoscibili.